NAPOLI, 15 marzo - Un "cocktail" di droga e alcool, associato a un ritardo nella richiesta dei soccorsi: queste le probabili cause della morte Samuele Tofanelli, il ventenne deceduto durante una gita a Napoli con la scuola. Gli inquirenti avevano sospettato subito che il ragazzo avesse partecipato, insieme ad amici, a un droga-tour nel quartiere napoletano di Scampia, zona tristemente nota come piazza di spaccio a buon mercato.
L'ipotesi è stata poi confermata sia dal ritrovamento da parte della polizia scientifica che - in seguito a un sopralluogo nella camera dove il ragazzo è deceduto - ha rinvenuto un piccolo cilindro contenente un mix di eroina, cocaina e un potente ipnotico, sia dai compagni di scuola di Samuele, uno dei quali sarebbe indagato con l'ipotesi di reato di cessione di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato.
Altro punto da chiarire è il ritardo nella chiamata dei soccorsi: sembra infatti che il ragazzo abbia accusato i primi malori intorno a mezzanotte, ma la richiesta di assistenza al 118 pare sia arrivata soltanto alle 6. E' probabile che alla base ci sia un tentativo di nascondere la bravata, condotta che adesso potrebbe costare ai responsabili un avviso di garanzia con l’ipotesi di reato di omissione di soccorso.
L'autopsia è in programma per mercoledì.
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