RIPORTARE a casa sani e salvi tutti i cittadini italiani che hanno deciso di lasciare la Libia «è, al momento, la preoccupazione principale e l’esigenza prioritaria del governo». Lo ha confermato ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, facendo il punto sulla situazione dei connazionali che si trovano nel Paese africano. Il ponte aereo e navale prosegue, ma la Difesa è in apprensione per la sorte di 25 italiani — in Libia per lavoro — rimasti bloccati ad Amal, a Sud. «Hanno fatto sapere di essere in difficoltà — ha spiegato La Russa —, anche perché sono stati derubati e hanno pochi viveri». Per riportarli a casa era stato mobilitato un C-130 dell’Aeronautica, ma non è potuto atterrare. Ha fatto un secondo tentativo, via Tobruk, ma anche in questo caso non c’è stato niente da fare. «Vediamo se riusciamo a rimpatriarli via mare, da Bengasi» ha aggiunto ieri sera il ministro.
PROPRIO a Bengasi si è conclusa la complessa operazione di imbarco sulla nave anfibia della Marina, San Giorgio di 245 persone, tra cui 121 italiani e gli di diversi Paesi anche extraeuropei. Due C-130, invece, hannoo invece prelevato circa 40 italiani e alcune decine di cittadini di altri Paesi. Sbloccata anche la situazione a Misurata che, ha ammesso il ministro, «ci preoccupava». «Ovviamente — ha concluso La Russa — noi offriamo l’appoggio a quelli che vogliono rientrare, ma ci sono anche quelli che intendono restare lì».
Quanto alla cooperazione internazionale nell’esplosivo scacchiere nordafricano, La Russa ha fatto sapere che Palazzo Chigi «ha dato l’autorizzazione all’uso della base aerea di Sigonella», teatro nel 1985 del clamoroso braccio di ferro fra Craxi e Reagan sul transito dei dirottatori palestinesi della nave ‘Achille Lauro’, dopo colloqui con il premier britannico Cameron e il ministro della Difesa Fox. «Sia gli inglesi sia gli americani — ha spiegato La Russa — ci hanno chiesto di poter usare la base per l’evacuazione del personale dalla Libia e non a scopi militari. Gliel’abbiamo accordato ricordandogli che le finalità possono essere esclusivamente quelle umanitarie».
Bruno Ruggiero

PROPRIO a Bengasi si è conclusa la complessa operazione di imbarco sulla nave anfibia della Marina, San Giorgio di 245 persone, tra cui 121 italiani e gli di diversi Paesi anche extraeuropei. Due C-130, invece, hannoo invece prelevato circa 40 italiani e alcune decine di cittadini di altri Paesi. Sbloccata anche la situazione a Misurata che, ha ammesso il ministro, «ci preoccupava». «Ovviamente — ha concluso La Russa — noi offriamo l’appoggio a quelli che vogliono rientrare, ma ci sono anche quelli che intendono restare lì».
Quanto alla cooperazione internazionale nell’esplosivo scacchiere nordafricano, La Russa ha fatto sapere che Palazzo Chigi «ha dato l’autorizzazione all’uso della base aerea di Sigonella», teatro nel 1985 del clamoroso braccio di ferro fra Craxi e Reagan sul transito dei dirottatori palestinesi della nave ‘Achille Lauro’, dopo colloqui con il premier britannico Cameron e il ministro della Difesa Fox. «Sia gli inglesi sia gli americani — ha spiegato La Russa — ci hanno chiesto di poter usare la base per l’evacuazione del personale dalla Libia e non a scopi militari. Gliel’abbiamo accordato ricordandogli che le finalità possono essere esclusivamente quelle umanitarie».
Bruno Ruggiero
