martedì 15 marzo 2011

Sauditi per puntellare il Bahrein, l'Iran non gradisce

Un soldato saudita

Un soldato saudita

Teheran, 15-03-2011

Semplicemente "inaccettabile". Teheran bolla così l'arrivo di truppe straniere in Bahrein, dove da settimane la maggioranza sciita protesta contro le discriminazioni a favore della minoranza sunnita, cui fa capo la stessa famiglia reale.
Messaggio all'Iran
Sulla base di una risoluzione adottata dal Consiglio di Cooperazione del Golfo, ieri l'Arabia Saudita ha inviato nel piccolo sceiccato insulare oltre un migliaio di soldati con ingenti mezzi in appoggio, cui seguiranno a breve circa cinquecento poliziotti dagli Emirati Arabi Uniti. 

Il messaggio delle monarchie sunnite è chiaro: non permetteremo la caduta della tessera più debole del mosaico a favore degli sciiti, con l'allargamento dell'area di influenza di Teheran. Il Bahrein in quest'ottica diventa la linea invalicabile del fronte, rispetto alla quale anche gli USA incontrano evidenti difficoltà nell'elaborare una riposta politicamente coerente: da una parte Hillary Clinton incontra i libici ribelli a Parigi, dall'altra il ministro della Difesa Robert Gates invita i resali del Bahrein ad aprire a riforme ma si guarda bene dall'incoraggiare l'opposizione sciita del piccolo stato che ospita la V Flotta americana nel Golfo. L'Iran ha rivendicato a lungo il Bahrein almeno fino al 1971. Il risultato della repressione delle proteste sciite nel piccolo stato, avvertono gli analisti, potrebbe favorire la radicalizzazione della lotta per la caduta della monarchia sunnita al potere da oltre 200 anni.
A Teheran intanto
Pronta a difendere i diritti umani e le aspirazioni della minoranza sciita in Bahrein, Teheran è anche molto attiva nella repressione nei confronti degli attivisti che si battono in patria per gli stessi motivi. L'allarme arriva dal segretario generale dell'Onu Ban ki-moon in un documento che verra' presentato la prossima settimana nel corso del Consiglio dei diritti umani.
"Dalle ultime notizie raccolte dal segretariato generale dell'Assemblea (15 settembre 2010), la situazione dei diritti umani in iran e' stata contraddistinta da un'intensificazione della repressione contro i difensori dei diritti umani, contro i gruppi che lottano a favore dei diritti delle donne; contro i giornalisti e i membri dell'opposizione", ha spiegato.
In particolare, il rapporto rileva un "aumento drammatico del numero delle esecuzioni" dall'inizio del 2011.

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