Emergenza anche negli impianti di Onagawa e Tokai, energia razionata, il premier Kan: La peggiore crisi dal dopoguerra
Roma, 13 mar. (TMNews) - Non è ancora finita la paura in Giappone. Mentre i soccorsi lottano contro il tempo per trovare i sopravvissuti al devastante tsunami di venerdì contunua a salire l'allerta nucleare che riguarda ora tre impianti atomici. Dopo l'esplosione della gabbia di uno dei reattori a Fukushima, anche le centrali di Onagawa e Tokai sono entrate in stato d'emergenza per guasti che potrebbero compromettere il raffreddamento del nocciolo. Nel frattempo il bilancio provvisorio è di 1.351 morti ma il timore è che i cadaveri alla fine possano essere oltre 10mila. Quanto agli italiani presenti la Farnesina ha confermato che mancano all'appello cinque connazionali che erano presenti nelle aree colpite.
Nella città portuale di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi, risultano dispersi 10mila dei 17mila abitanti, per i quali secondo la polizia ci sarebbero pochissime speranze. Gli sfollati nel frattempo hanno raggiunto quota 700 mila, dei quali 210 mila solo nell'area della centrale nucleare di Fukushima dove sono stati riscontrati i primi casi di contaminazione. Le autorità non hanno escluso l'ipotesi di una nuova esplosione che, secondo i portavoce del governo, "non avrà conseguenze per la popolazione".
Il premier Naoto Kan ha parlato alla nazione definendo il disastro come "la peggiore crisi dopo la Seconda guerra mondiale" invitando i cittadini all'unità. La Banca del Giappone ha nel frattempo annunciato di essere pronta a intervenire, qualora fosse necessario, per salvaguardare i mercati alla prima riapertura lunedì. Kan ha fatto salire a 100 mila gli uomini dell'esercito dispiegati mentre sul posto sono già arrivati i primi soccorsi internazionali. Anche il Papa ha detto di stare pregando per le vittime ed ha lodato "la dignità e il coraggio" dei superstiti.
Sul Giappone, già in ginocchio, si è abbattuta anche la furia del vulcano Shinmoedake che ha ricominciato ad eruttare nel Sud del Paese scagliando lapilli a chilometri di distanza. La montagna è tornata attiva a gennaio dopo 52 anni di riposo. Lo stato d'emergenza proseguirà per molti giorni. In molte regioni l'energia elettrica sarà razionata con interruzioni di tre ore. Questo perchè molte delle centrali nucleari del Giappone risultano ancora chiuse e le autorità temono un black out generale al momento della riapertura degli uffici e del ritorno a una qualche forma di normalità.
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