E dopo Silvio Berlusconi...

da ByoBlu - Il video blog di Claudio Messora di ByoBlu - Il video blog di Claudio Messora
L'Italia ai tempi di Berlusconi Nicole Minetti
Molti mi chiedono cosa succederà dopo Silvio Berlusconi. Niente. Non succederà assolutamente niente.
Quando guardate quel vecchio signore che sembra una caricatura della banda degli onesti, il capolavoro di Totò, in realtà state guardando la punta dell'iceberg di un sistema sommerso che permea tutto quanto, da palazzo Grazioli all'azienda dove lavorate, passando per i direttori di banca, gli uffici degli avvocati, i cartelloni pubblicitari, i funzionari di borsa, i primari degli ospedali, le catene di supermercati, i trasporti pubblici e i vigili urbani, per arrivare, dopo un lungo giro tortuoso che collega tutti i puntini numerati, all'industria dei contenuti televisivi.
Credete che il conflitto di interessi si risolverebbe, se Berlusconi dovesse cedere il potere formale a qualcun altro? O magari se dovesse abbandonare il suo vetusto pondo? Non credo che siate così ingenui da pensarlo davvero. Potete mettere a Palazzo Chigi il cittadino animato dalle più lodevoli intenzioni, ma il sistema di potere economico, il serpente tentacolare che divora qualsiasi topolino osi fare capolino fuori dalla tana, continuerebbe a manovrare ogni singola leva del potere reale di questo paese. Indisturbato. E sapete perchè? Perché un politico non è altro che l'espressione di un sistema di potere preesistente, mentre non si è mai visto il contrario: nessun politico è in grado di creare o disfare un sistema tanto pervasivo e colloso come quello, commisto al malaffare, che scrive ogni giorno la vera costituzione del nostro paese, con le sue regole, i suoi tribunali, i suoi ministri e il suo sistema di appalti parassiti. In altre parole, la politica si può vedere come la copertura, l'attività regolare che maschera i traffici illeciti di faccendieri ricchissimi e senza scrupoli, i veri proprietari del paese, coloro che decidono cosa e come deve essere fatto.
Facciamo un esempio banale, facile facile... Il conflitto di interessi. Già da molto tempo prima che Berlusconi scendesse in politica, Mediaset era asservita ai desideri di un politico, Bettino Craxi, che in cambio di un sistema di finanziamenti illeciti - ma evidentemete anche di supporto a livello di manipolazione delle informazioni - permetteva a Berlusconi di continuare a costruire il suo impero multimediale. In Parlamento non c'era direttamente il proprietario dell''industria televisiva privata, ma c'era un suo rappresentante diretto, a lui legato a doppio filo. In teoria il Parlamento poteva decidere di staccare la spina alle televisioni di Berlusconi in qualsiasi momento, essendo illegali, ma il potere economico dettò l'agenda politica e furono emanati addirittura tre Decreti Legge (quindi si ritenne che la questione avesse nientemeno che i requisiti della necessità e dell'urgenza). il serpente tentacolare era più forte dei piccoli e deboli uomini che componevano il Governo Craxi. La p2 era già stata individuata e apparentemente sciolta, ma come vediamo anche oggi il suo sitema di potere, evidentemente vincente, continua ad essere riproposto continuamente. Il risultato è quel che sappiamo.
E oggi? Si dice che Berlusconi, in quanto proprietario di Mediaset e in quanto capo del Governo, disponga di 6 canali televisivi. Ma siamo proprio sicuri che questo dipenda dalla sua carica pubblica? Siamo sicuri che se andasse all'opposizione il conflitto di interessi verrebbe finalmente risolto? In nostro aiuto può venire la vicenda Saccà. Ricordate? Berlusconi che chiama il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, e gli chiede di piazzare Evelina Manna in uno sceneggiato, passando avanti a chi aveva affrontato regolari provini. Il direttore gli si rivolge ossequioso come un servo indiano e non ha remore a paragonarlo addirittura al Papa. Berlusconi dice che gli serve per avere la maggioranza al Senato. Ecco, la parola chiave è maggioranza, perchè significa che Berlusconi la maggioranza non l'aveva, non avendo vinto le elezioni ed essendo intento infatti a rovesciare il Governo Prodi. Berlusconi era all'opposizione. Teoricamente non avrebbe dovuto avere nessuna influenza sulle reti Rai. Invece, il serpente tentacolare continua a rivolgersi a lui come al Papa, e ad asservirsi come se il potere politico formale fosse una mera facciata, mentre le gerarchie funzionali reali fossero altre, e continuassero ad agire indisturbate nell'ombra. All'ombra di elezioni regolarmente svolte.
Si risolse, in quel caso, il conflitto di interessi, con il rovesciamento dei rapporti tra maggioranza e opposizione? Manco per sogno. I media giocarono un ruolo determinante nel far precipitare il consenso del Governo Prodi, falsificando la percezione dell'insicurezza con metodo scientifico e ampiamente dimostrato dalle pagine di questo blog. E il futuro che si prospetta è se possibile anche peggiore: è di questi giorni l'approvazione del Decreto Milleproroghe, il quale contiene una normativa che consente a chi è proprietario di reti televisive nazionali di acquisire anche grossi quotidiani, come la Repubblica e il Corriere. Quindi, la scalata finale e definitiva, di stampo piduistico, al mondo dell'informazione si avvia a concludersi secondo le più rosee delle prospettive paventate dai suoi fondatori, tra cui Licio Gelli e il suo discepolo con tessera 1816: Silvio Berlusconi.
Dunque non possono essere una vittoria o una sconfitta elettorale a determinare una svolta nella gestione affaristica e privatizzata del paese. E' necessario invece rivoluzionare completamente la classe dirigente che infesta le sedi isituzionali come una colonia di batteri incrosta le pareti di un WC. Bisogna eleggere persone completamente discinte dal serpente tentacolare, del quale viceversa cadrebbero preda non appena poste di fronte alla responsabilità di governo. Servono cittadini. Serve l'impegno della cosiddetta società civile. Servite voi, noi, tutti.
Oggi pubblico una lettera della Rete dei Cittadini, che domani si ritrova a Roma. Andate a sentire cosa dicono.
LETTERA APERTA A CLAUDIO MESSORA
dalla Rete dei Cittaini
Ciao Claudio,
ti scrivo questa lettera aperta per chiederti cosa pensi succederà dopo che Berlusconi finalmente lascerà il suo scettro.
E’ evidente infatti che ormai la stagione berlusconiana sia al tramonto. Là dove nulla poterono le accuse di corruzione, concussione, concorso in stragi, affiliazione a logge massoniche, conflitto d'interessi, associazione mafiosa e chi più ne ha più ne metta, sembra proprio che alla fine il piccolo Berlusconi si sia giocato definitivamente l’appoggio di chi lo ha costruito ed aiutato in questi 20 anni e che sia arrivato finalmente il cambio della guardia.
Il problema però ora è: con chi lo cambiamo? Chi sarà il nuovo che avanza? Bersani? Di Pietro? Casini? Fini? La Lega? Non sei stanco anche tu di assistere a questo triste teatrino che negli ultimi 20 anni ci ha proposto sempre gli stessi immutati e mutevoli burattini? Maggioranza ed opposizione, nel più classico gioco delle parti che in realtà lavorano esclusivamente per mantenere inalterato lo status quo, preoccupati solo di restare abbarbicati ai loro scranni ed ai loro privilegi, dispensandone ai loro soci e togliendoli alla comunità. Una classe politica che non si vergogna minimamente di passare con disinvoltura da una parte all’altra del Parlamento, rinnegando ogni giorno principi affermati il giorno prima.
Un esempio, tra i tanti, la privatizzazione dei servizi pubblici, tra cui l’acqua, che ha cominciato il proprio iter durante il governo Prodi con un disegno di legge firmato da Lanzillotta e Di Pietro. Caduto il governo Prodi, il disegno di legge viene ripreso dall’odierna maggioranza e portato avanti e Di Pietro, vestita l’armatura del prode Lancillotto, promuove una raccolta di firme contro il suo stesso disegno di legge!
E Bersani? E' il leader di un’opposizione che fa le sue campagne elettorali sul gossip, basta guardare i manifesti che invadono le città per capire dove e come spenda i lauti finanziamenti elettorali dei cittadini; che strepita sul conflitto d'interessi ma che quando ne ha avuto l’opportunità non ha mosso un dito, in due anni, per risolverlo (tralasciando, per carità di patria, i suoi predecessori). Lui, che parla di cambiamenti della legge elettorale ma che, ancora, quando ne ha avuto l’occasione ben si è guardata dal toccarla.
Casini? Il più classico degli opportunisti. Per lui stare al centro vuol dire stare un po’ di qua ed un po’ di la. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. A seconda del momento. E vogliamo dimenticare Cuffaro, un mafioso? O gli imbarazzanti legami con uno dei potentati più influenti d'Italia, quello dei Caltagirone?
Fini? O si è svegliato da uno stato catatonico che è durato 20 anni o sta semplicemente cavalcando l’onda: ma con quale credibilità può riproporsi dopo aver contribuito a creare quel partito di cartone che è il PDL?.
Vendola? Si, il caro, verde Vendola che appena ha potuto ha svenduto la Puglia ad inceneritoristi, lobby industriali e preti 'spretati'.
Sulla Lega non è il caso di spendere parole: i suoi condottieri sono già bravi di loro a mettere in risalto di che pasta sono fatti. Sono i primi ad aver portato la dialettica da bar nell'agone politico, di fatto rendola rozza e villana a colpi di slogan diretti esclusivamente alla pancia della gente. Ricorderai anche tu, certo, quando allarmati gridavano 'mafioso' a Berlusconi...
Insomma, caro Claudio che vogliamo fare? Noi siamo stanchi di aspettare e soprattutto siamo stanchi di delegare, di farci depredare. Abbiamo capito che siamo tanti, da questa parte della strada. Comitati, associazioni, gruppi, liste civiche, movimenti, singoli cittadini. Siamo migliaia e migliaia e non vogliamo più permettere ai soliti tristi figuri di manipolarci e sfruttarci. Vorremmo che anche Beppe Grillo si mettesse finalmente seduto a dialogare, smettendo di voler mettere il cappello su tutto e tutti e lasciando da parte i suoi monologhi da profeta. E' tempo di unire le forze per voltare davvero pagina.
Il 27 febbraio come Rete dei Cittadini abbiamo promosso un’assemblea generale aperta per incontrarci, confrontarci, coordinarci e gettare le basi per aggregare le tante realtà del Paese che, stanche di questa casta e al di fuori di qualsiasi partito o leader carismatico, vogliano confrontarsi sul tema: Oltre i partiti: la politica del futuro, metodo e proposte operative.
Vogliamo dimostrare che il dialogo democratico è il modo migliore per costruire insieme una società diversa. Per questo ci vedremo a Roma, al Camping Village FABULOUS, in Via di Malafede, 205. Per tutte le informazioni su chi siamo, sul programma della giornata e tutto il resto, ti rimando al nostro sito: http://retedeicittadini.it/?page_id=8739
Ci farebbe assai piacerebbe se potessi aiutarci ad informare i tuoi lettori di questo evento. Ti siamo ancora grati per averlo fatto in occasione delle scorse elezioni regionali nel Lazio.
Enza, Laura, Sergio e Gianluca
(Rete dei Cittadini)
