Era scivolato dalla riva assieme alla nonna a causa delle pietre sconnesse. «Un angelo ci ha protetti»
Riva degli Schiavoni (archivio)
VENEZIA — Vede cadere in acqua un bambino e senza pensarci troppo si tuffa: solo dopo si accorge che è suo figlio. È successo a Lucia Barbato ieri pomeriggio a Venezia in Riva degli Schiavoni. La quarantenne, poco dopo aver terminato il turno di lavoro nel vicino ristorante La Nuova Perla, stava attendendo l’arrivo del suo piccolo Alessandro di quasi 3 anni, accompagnato dalla nonna Laura. Erano le tre del pomeriggio, in lontananza ha notato due sagome cadere dalla riva e delle piccole braccia agitarsi fuori dall’acqua. «Non ci ho pensato un attimo— spiega la donna ancora provata —. Ho visto un bambino e mi sono tuffata, anche se non so nuotare».
È stato il giubbotto di pelle che indossava a farle capire che si trattava di suo figlio. Dalla riva qualcuno ha iniziato ad urlare e a chiedere soccorso ma nessuno si è tuffato, con le sue sole forze la donna ha cercato disperatamente di spingere il piccolo verso la riva. Qualche metro più avanti c’era la nonna (71 anni), anche lei caduta in acqua. Grazie ad alcuni passanti i tre sono stati tratti in salvo evitando la tragedia. «Un angelo ci ha protetti» ha detto commossa la donna. Poco dopo è arrivato in soccorso anche il 118: all’ospedale di San Giovanni e Paolo i medici non hanno evidenziato grossi traumi né al bambino (affetto in questi giorni da bronchite), né alla mamma.
La nonna, invece, dovrà fare ancora ulteriori accertamenti al ginocchio in apparenza solo sbucciato a causa della caduta. La signora infatti stava passeggiando per la Riva con a mano il piccolo Alessandro ed è inciampata sui masegni sconnessi della fondamenta: caduta a terra è poi scivolata in acqua. La famiglia sconcertata dall’episodio ha lanciato l’allarme al Comune. «È una vergogna per Venezia, questa è la terza stagione che lavoro in quel ristorante e la pavimentazione è sempre stata così — ha denunciato Lucia — Bisogna aspettare come sempre la tragedia per risolvere i problemi?».
Sara Rampazzo
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