mercoledì 2 marzo 2011

No fly zone più lontana, Gheddafi ha 100 miliardi per la guerra

Robert Gates

Washington, 02-03-2011
Armi dall'estero e no fly zone per i caccia di Gheddafi. E' quanto chiedono i leader della rivolta anti-regime alla comunità internazionale  per rovesciare Muhammar Gheddafi. Il quale, stando a stime
del Washington Post, ha un 'tesoretto' da 110 miliardi di dollari da investire nella guerra agli insorti.

Ha troppe armi e troppo denaro
A Bengasi alcuni membri del comitato che ha assunto la guida della città potrebbero a breve formulare una richiesta di assistenza militare alla comunità internazionale. Il
Washington Post cita tre esponenti del comitato, che pur con le cautele del caso affermano: "Non vogliamo un altro Afghanistan o Iraq. Ma non c'è nessun
equilibrio. Ha tutte le armi e il denaro".
Aiutateci
Se a Bengasi saldamente in mano ai ribelli, esistono ancora opinioni contrastanti sull'opportunità di chiedere un aiuto straniero, a Misurata, sotto assedio delle milizie di Gheddafi, i residenti non hanno dubbi: un aiuto da fuori serve. "Una no-fly zone potrebbe limitare i suoi spostamenti,la sua capacita' di trasferire mercenari dal sud al nord e di reclutare mercenari provenienti dall'Africa sub-sahariana", ha
spiegato al quotidiano americano Saadoun, un esponente dei comitati creati per guidare la città.

"Rifornendo di equipaggiamento ed armi il nostro libero esercito nella parte orientale del paese aiuterebbe questo esercito a marciare su Tripoli", ha affermato. "E vogliamo attacchi militari chirurgici contro la sua milizia per fare in modo che tutto questo finisca rapidamente e non venga piu' versato sangue innocente".
La gente a Misurata, ha ancora spiegato Saadoun, ha abbastanza armi che appartenevano ad unita' dell'esercito che sono passate con i manifestanti per difendere il centro ma non abbastanza da allontanare i miliziani dalla periferia della città.

Tesoretto
Nonostante le sanzioni, il regime libico di Muammar Gheddafi può ancora contare su riserve pari a 110 miliardi di dollari. Secondo il Fondo monetario internazionale, citato oggi dal Washington Post, le riserve sono gestite dalla Banca centrale di Libia e sono sufficienti a coprire le importazioni del Paese per i prossimi tre anni. Non è però chiaro quanto denaro sia a disposizione della banca nè se le sanzioni possano colpirlo. Nei giorni scorsi, Onu, Usa e Unione europea hanno imposto sanzioni economiche al regime di Tripoli, per le violenze commesse contro i manifestanti.
Retromarcia
Stante questa situazione, e sentiti dli alleati d'oltre Oceano, il premier briannico David Cameron pare nelle ultime ore molto più cauto, scrive il Guardian, sull'ipotesi di una no fly zone dagli esiti problematici e dai costi certi.


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