mercoledì 2 marzo 2011

Daniel: una tragedia annunciata

 

di Giovanni Ruotolo
Ha voluto crederci fino all'ultimo, restare aggrappato alla speranza anche quando gli elementi, soprattutto il ritrovamento delle scarpe, delle calze e del giubbotto del figlio sembravano anticipare lo scenario peggiore.
Pasquale Busetti, il padre di Daniel, il ragazzo di 20 anni fuggito dopo aver causato un incidente in cui era convinto di aver causato la morte dei suoi amici, si è dovuto arrendere davanti alla vista dell'elicottero dei vigili del fuoco che ha depositato, su uno spiazzo la sacca arancione con dentro il corpo di suo figlio.
Vicino a lui i soccorritori, e il vescovo di Ivrea che ha dato la benedizione, l'ultima, al ragazzo, prima dell'ultimo viaggio con una tappa all'ospedale di Cuorgnè per l'autopsia. Un esame che non riuscirà fare luce sul guazzabuglio di sentimenti, di paure che hanno spinto un ragazzo di 20 anni, dal Bergamasco, dalla sua vita di tutti i giorni ad una fuga fino al cuore del Canavese, dove ha passato i suoi ultimi giorni.
Ora, oltre al dolore, rimane il rimpianto dei soccorritori, di chi ha incontrato Daniel e non è riuscito a convincerlo che le sue paure non erano fondate, che nessuno era rimasto ucciso nell'incidente e, soprattutto, che nessuno cercava Daniel per arrestarlo. Anche per questo si è tentato di mandare alla ricerca delle pattuglie con personale il borghese. Si è tentato di tutto, anche sorvolando la zona con un elicottero, lasciando ovunque dei manifestini, per implorare Daniel di tornare a casa, ma è stato tutto vano.
«Abbiamo contato anche le foglie» racconta uno dei vigili del fuoco impegnati nella ricerche, ma secondo il padre di Daniel si poteva e si doveva cercare meglio. Sono le parole di un uomo distrutto dalla perdita di un figlio e che ha dovuto raggiungere, insieme alla moglie arrivata dal Bergamasco, l'ospedale di Cuorgnè per l'autopsia. Nessuno, in procura e fra gli inquirenti si aspetta che emerga qualcosa: Daniel è stato trovato dai vigili accovacciato, un ultimo estremo tentativo di ripararsi dal freddo che alla fine se l'è portato via.

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