capoluogo, bloccando entrambe le autostrade e causando danni a case, fabbricati industriali, mezzi di trasporto e attrezzature.
"Solo per mera fortuna, questa volta, non contiamo vittime. Ancora una volta ci chiediamo cosa abbiano fatto e cosa stiano facendo gli amministratori, i parlamentari, la classe politica di questa provincia, per ottenere le risorse necessarie a garantire la nostra incolumità e mettere al riparo le nostre case". A dirlo in una nota è Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina.
Da tempo il sindacato chiede gli interventi indispensabili per la messa in sicurezza del territorio. All’indomani della tragica alluvione del 1 ottobre del 2009 aveva avviato tutta una serie di iniziative culminate con la manifestazione nazionale della Cgil che si svolse proprio a Messina, ma il governo continua a sottovalutare o a ignorare la questione. Il dirigente sindacale ricorda che "appena sabato scorso, gli abitanti dei villaggi di Messina e dei comuni della zona ionica colpiti dall’alluvione del 1 ottobre 2009 hanno manifestato contro i mancati stanziamenti del governo nazionale per la messa in sicurezza del territorio".
Per Oceano, "la beffa è che sono stati bocciati dalla maggioranza – anche con il voto dei parlamentari messinesi - tutti gli emendamenti presentati in Parlamento per stanziare le risorse per Giampilieri, Briga, Altolia, Molino, Scaletta e Itala. Insulto ancora più grande, nel decreto milleproroghe, convertito in legge proprio sabato scorso, si stanziano 200 milioni di euro in due anni per aree colpite da eventi alluvionali mentre a Messina andranno solo 10 milioni, metà nel 2011 e metà nel 2012".
Il video
Nessun commento:
Posta un commento