Roma, 03-03-2011
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è avvicinato al banco dove sono seduti i parenti del capitano Massimo Ranzani al momento dello scambio del segno della pace durante la messa. Ha stretto la
mano al padre e alla madre dell'ufficiale ucciso in Afghanistan ed è tornato al suo posto.
In quarta fila
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, invece, è giunto nella basilica di Santa Maria degli Angeli quando la cerimonia funebre era già iniziata da qualche minuto e per non disturbare, attraversato il corridoio laterale della grande navata centrale della basilica romana si è seduto nell'ultima sedia della quarta fila nel settore di sinistra.
Distribuiva vestiti, ha raccolto piomboIl tenente Massimo Ranzani era "un Alpino dallo sguardo sorridente e dal gesto coraggioso, è stato colpito mentre rientrava da un'operazione di assistenza medica,
dopo aver distribuito vestiti, coperte, scarpe e cibo". Questo il ricordo di monsignor Vincenzo Pelvi dell'ufficiale degli Alpini morto lunedi' in un'esplosione del blindato sul quale si trovava in Afghanistan . Queste sono operazioni, ha ricordato
Pelvi, "che i nostri giovani svolgono quotidianamente perché hanno scelto di investire nel povero la propria storia". Massimo, ha detto ancora Pelvi, è stato "instancabile
seminatore di speranza dinnanzi allo straniero" e "sperare vuol dire credere nell'impossibile". In un passaggio dell'omelia Pelvi ha riportato le parole che Massimo confidava agli amici: "Per costruire la pace bisogna guardare gli occhi dei bambini, leggervi dentro il sogno perche' non ci sono bambini italiani, afgani o di altri paesi, ci sono solo bambini".
Per questo Massimo, "lasciato ogni sostegno con le braccia avanti", si è lasciato orientare "solo dalla voce del cuore dinnanzi alla sofferenza ed all'angoscia del popolo afgano.
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