giovedì 3 marzo 2011

Il testamento web di Bhatti

L'auto dove viaggiava Bhatti


slamabad, 03-03-2011
Il Ministro degli Esteri del Pakistan, Yousuf Raza Gilani, ha annunciato oggi 3 giorni di lutto nazionale per l'uccisione di Shahbaz Bhatti, l'unico ministro cristiano del parlamento pakistano, avvenuta ieri. Bandiere a
lutto, ma nessun cenno alla legge sulla blasfemia, per paura di reazioni da parte dei musulmani.

Il testamento di Bhatti Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze religiose, aveva previsto la sua morte in un video registrato meno di tre mesi fa, in cui ribadiva che avrebbe difeso le minoranze fino alla fine.
Nel filmato, che sarebbe stato registrato tre mesi fa, messo in rete dal First Step Forum, un'organizzazione europea di promozione del dialogo inter-religioso, Bhatti si diceva minacciato da talebani e al Qaida. "Credo in Gesù Cristo che ha
dato la sua vita per noi" e "sono pronto a morire per la causa", diceva Bhatti, 42 anni ."Vivo per la mia comunità e la gente che soffre, e morirò per difendere i loro
diritti", ha aggiunto. Bhatti è il secondo uomo politico pakistano di primo piano
assassinato a Islamabad in due mesi, dopo il governatore della provincia del Punjab, Salman Taseer, anche lui favorevole a una modifica della legge sullo blasfemia, difesa a spada tratta dai potenti gruppi religiosi islamici.
La responsabilità delle scuole"Il ministro Bhatti è stato ucciso per l'odio religioso", e questo odio "viene
coltivato e alimentato nelle scuole pubbliche pakistane" che sono divenute "parenti strette delle madrase". Cosi' padre Robert McCulloch, missionario di San Colombano da oltre 20 anni in Pakistan e diretto conoscente della famiglia di Shahbaz
Bhatti, commenta con l'agenzia vaticana Fides l'assassinio del ministro pakistano.
"Gli omicidi motivati dalla religione - rimarca - sono perorati pubblicamente in Pakistan da estremisti islamici che li definiscono "atti che fanno piacere ad Allah e che
garantiscono l'immediata salvezza".
L'analisi di padre Robert prosegue: "L'odio religioso viene coltivato e alimentato nelle scuole pubbliche pakistane" che sono divenute "parenti strette delle madrase". Una delle ragioni della diffusione di tale mentalità "è un sistema educativo distorto": "La distorsione dei fatti nei libri di testo scolastici e' la fonte maggiore delle tendenze estremiste, che hanno un devastante impatto sulla societa"'. In alcuni testi ufficiali, le minoranze religiose sono del tutto escluse e neanche considerate "parte della nazione".

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