sabato 9 aprile 2011

Precari in piazza: "Il nostro tempo è adesso"

Precari in corteo a Napoli

Precari in corteo a Napoli

Roma, 09-04-2011

"Occorre subito fare una riforma fiscale, perché è venuto il tempo e perché è l'unico modo per trovare le risorse in grado di creare nuovo lavoro per i giovani e per i precari di ogni settore". Lo ha detto ad Ancona, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervenendo alla manifestazione locale contro il precariato.
Patrimoniale
"Non è più possibile che quelli che vivono di rendite finanziarie o di grandi patrimoni - ha spiegato Camusso - continuino tranquillamente a evadere le tasse mentre i
lavoratori dipendenti e i pensionati continuino a pagarle, sostenendo loro il costo di questa situazione. E' ora che si metta mano finalmente ad una riforma del fisco che chieda un contributo per il rilancio del Paese a quelli che hanno maggiori ricchezze e che devono aiutare milioni di persone che non ce la fanno più ad andare avanti".

Un esercito di 4 milioni di persone
I lavoratori 'atipici' in Italia sono 3.941.400 e il 56% lavora nelle Regioni del Centro Sud: tra il 2008, al momento dello scoppio della crisi economica, e il 2010 sono aumentati del 4%. L'identikit dell'esercito dei precari, concentrati
soprattutto nel settore della ristorazione, degli alberghi e nei servizi pubblici e sociali, è fornito dalla Cgia di Mestre, secondo cui oltre il 38% degli 'atipici' ha solo la licenza media. Tra gli under 35 il livello retributivo mensile
netto è di 1.068 euro, il 25,3% in meno rispetto a quanto percepisce un lavoratore che svolge le stesse mansioni con un contratto a tempo indeterminato.
A livello territoriale, e' il Centro-Sud la macroarea che presenta la concentrazione di precari piu' elevata (56%). Il Mezzogiorno, tra le quattro ripartizioni geografiche, e' l'area che ne registra di piu' in termini assoluti(1.336.329). Rispetto a una media nazionale del 17,2%, nel Meridione
l'incidenza dei precari sul totale degli occupati è pari al 21,6%.
Tra il 2008 e il 2010 gli 'atipici' sono aumentati del 4%.
Nel Nordest l'incremento e' stato dell'8,3%, nel Nordovest addirittura dell'8,9%. A livello regionale la crisi economica ha fatto esplodere la loro presenza in particolar modo in Trentino A.A. (+20,7%) e in Emilia Romagna (+20,3%). Forte il calo registrato in tutte le regioni del Sud e in Veneto
(-4,6%).

il settore economico che presenta il tasso piu' elevato di
precarieta' e' quello degli alberghi e dei ristoranti.
l'incidenza percentuale dei precari sul totale degli occupati di
questo settore si attesta al 35,5%. seguono i servizi pubblici,
sociali e alle persone (33,4%), e l'agricoltura (28,4%).
in termini economici, i precari con una eta' compresa tra i 15
e i 34 anni, percepiscono una retribuzione mensile netta di 1.068
euro. rispetto ad un lavoratore che svolge le stesse mansioni
assunto, pero', con un contratto a tempo indeterminato, i giovani
atipici prendono 282 euro in meno al mese (-25,3%). tra gli over
35, invece, la retribuzione mensile media e' pari a 1.325 euro,
con un differenziale, rispetto a quanto prende un lavoratore
dello stesso settore con il posto fisso, di -518 euro al mese
(-38%).


In strada
Da Milano a Palermo oggi molte città italiane sono state attraversate da manifestazioni promosse dal comitato "il nostro tempo è adesso la vita non aspetta" contro la precarietà, formato da reti di precari tra cui gli operatori dello spettacolo, i
precari dei call-center, gli archeologi precari, i giornalisti precari e gli studenti. Cortei
a Roma, Napoli, Torino, Milano, Bologna, Palermo e anche in alcune città all'estero.
A Napoli
Alcuni docenti avevano stampata sulla fronte la data di scadenza del loro contratto e la cifra dell'ultimo stipendio percepito. Qualche ricercatore aveva in mano la raffigurazione di un cervello spremuto. Così, con alcuni simboli, si è voluto ribadire il no al precariato in tutte le sue forme. Alcune centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione promossa a Napoli dal comitato 'Il nostro tempo è adesso'. Il corteo partito da piazza Mancini ha raggiunto piazza del Gesu' dove sono saliti
sul palco alcuni rappresentanti dei manifestanti.
Studenti, insegnanti del gruppo "Precari Napoli", Cgil, Fiom, ricercatori della rete "29 aprile", giornalisti del Coordinamento precari della Campania, lavoratori Inps, Carc e
semplici cittadini hanno sfilato insieme per ribadire quanto la precarieta' del lavoro influisca non solo nelle scelte della vita di tutti i giorni ma soprattutto sul futuro. In strada c'erano giovanissimi studenti ma soprattutto, è stato ricordato
dagli organizzatori, trentenni che "rappresentano in questo momento la stragrande maggioranza dei precari intellettuali e non del Paese". Durante il corteo uova piene di vernice rossa sono state lanciate sulle vetrine di due banche al Corso Umberto I.

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