Si è conclusa a notte fonda l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio e i medici al lavoro hanno cercato di
prelevare qualsiasi traccia utile soprattutto di dna che non appartenesse alla ragazza. E non si cerca solo sul corpo ma sui vestiti, i fuseaux, il giubbetto che aveva ancora addosso, la biancheria intima. Le indiscrezioni delle ultime ore dicono infatti che gli inquirenti hanno già isolato il profilo genetico di almeno 10 persone, per confrontarlo con le tracce ritrovate sul cadavere della giovanissima ginnasta.
Sospetti
Chi siano questi dieci, sospetti o sospettabili, non si sa. Abitano tutti in zona tra Brembate Sopra e Chignolo d'Isola, in quella zona che viene definita Isola Bergamasca. E secondo ulteriori indiscrezioni sarebbero uomini macchiati da precedenti penali per aggressione e violenza sessuale.
Dubbi
Il dubbio principale viene però dalla stessa autopsia: sul corpo della ragazzina di Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre non ci sono apparentemente segni evidenti di violenza sessuale. Il corpo è vestito e portava gli abiti che Yara aveva indosso la sera in cui uscì dalla palestra il 26 novembre: pantacollant, un bomber nero, le All Star col pelo dentro, i guantini coi brillantini in tasca assieme all'iPod ritrovato.
Analisi accurate
Dai primi esami è emerso che la ragazzina si difese disperatamente e fu uccisa forse a coltellate: ne sono state inferte almeno sei, quattro alla schiena, due più lievi al collo e al polso. Ma le analisi sono complicate dallo stato di ritrovamento del corpo, dopo tre mesi. Se il corpo è sempre rimasto lì dove Yara fu uccisa sarà essenziale esaminare l'humus, il terreno su cui posavano i resti.
La squadra di anatomopatologi e medici legali incaricati dell'esame autoptico sul corpo di Yara ha concluso il proprio lavoro ieri notte all'Istituto di medicina legale di Milano in via Mangiagalli. Ci vorrà invece qualche giorno per avere l'esito
delle analisi di laboratorio eseguite da un genetista e da un tossicologo. E' molto probabile che Cristina Cattaneo, la nota antropologa forense che la Procura ha scelto come proprio consulente, si sia avvalsa anche della collaborazione di esperti
di scienze naturali per valutare gli effetti sul cadavere degli agenti atmosferici e ambientali.
Contro il Male, il Bene
"Il male si vince solo con la bontà, si vince solo con l'amore: piu' forte della morte, è scritto nel Cantico dei Cantici, è l'amore. In questi mesi ho parlato tanto
con Maura e Fulvio, ma sulle loro labbra non ho mai sentito parole di vendetta". Lo ha detto il parroco di Brembate di Sopra, don Corinno Scotti, ieri alla alla fiaccolata di preghiera e alla Messa in ricordo della piccola Yara Gambirasio che si e' svolta fino a tarda sera e alla quale hanno partecipato duemila persone.
Come riporta L'Eco di Bergamo don Corinno ha fatto sapere di aver parlato poco prima con i genitori di Yara: "L'unica cosa che possiamo dire - hanno detto papà Fulvio e mamma Maura a don Corinno - è un grazie immenso a tutti coloro che ci stanno vicini". So, ha detto con Corinno, "che voi genitori siete preoccupati perché nessuno faccia del male ai vostri bambini. Ma io vi dico: preoccupatevi che anche i vostri figli non facciano mai del male agli altri, perché anche questi uomini, che non hanno ancora un volto e noi speriamo con forza che prima o poi ce l'abbiano, di sicuro hanno dei genitori".
"Certo che chi ha compiuto questo terribile delitto deve essere assicurato alla giustizia, certo che deve pagare - ha concluso - ma vi chiedo, per favore, non parliamo di vendetta, non coltiviamo il rancore perché così non facciamo un servizio a Yara".