sabato 5 marzo 2011

Yara, il mistero delle quattro coltellate E su Facebook spunta un falso profilo

I fendenti sul corpo della tredicenne di Brembate di Sopra non sembrano per ora trovare
riscontro sui vestiti. Sul social network qualcuno si era spacciato per una sua cara amica

Yara, il mistero delle quattro coltellate E su Facebook spunta un falso profilo

E' ancora giallo sulle coltellate e sulle lesioni a quattro giorni dall'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre corso a Brembate di Sopra (Bergamo) e i cui resti sono stati trovati sabato scorso in un campo a Chignolo d'Isola. Secondo quanto si è appreso, il corpo di Yara è stato colpito da fendenti che però sembrava non trovassero riscontro nei vestiti. Nelle ultime 48 ore si sono quindi aperte ulteriori ipotesi sulla dinamica dell'omicidio, anche perché alle lesioni da taglio si erano affiancati i segni di una pressione sul collo compatibile con uno strangolamento.
Le indagini si stanno concentrando anche sulle celle telefoniche nella zona del ritrovamento. Secondo indiscrezioni emerse da ambienti investigativi, i segni dei quattro tagli longitudinali (uno più vasto e profondo, gli altri tre superficiali) compaiono anche sui vestiti che Yara indossava. Anzi, uno dei fendenti, secondo l'ipotesi formulata dagli inquirenti sulla dinamica dell' aggressione, avrebbe tranciato di netto lo slip di Yara. In poco tempo si è passati dall'assoluta assenza di elementi utili all'inchiesta a una quantità di reperti e informazioni da vagliare, che richiederanno giorni, se non addirittura settimane, di studio e di lavoro.
Gli investigatori stanno ascoltando decine di persone, tra volontari della Protezione civile, i lavoratori delle aziende che confinano con il campo di via Bedeschi, a Chignolo d'Isola, e ancora i vicini e i conoscenti della famiglia Gambirasio. Si cercano nuovi testimoni, ma anche informazioni utili alla ricostruzione di un puzzle che per certi versi resta indecifrabile. Si pensa che l'omicida possa essere del posto, ma ancora non si sa con certezza com'è stata uccisa Yara. Ci sono poi gli esami effettuati in sede medico-legale sul corpo della ragazzina e sui reperti trovati nelle vicinanze del cadavere. Infine ci sono le utenze telefoniche che gli investigatori stanno vagliando nel tentativo di isolare quella dell'assassino di Yara.
Sono 15 le celle telefoniche dislocate nei dieci chilometri che separano Brembate di Sopra da Chignolo. Ognuna di queste cattura migliaia di utenze alla volta. Scoprire se un telefonino abbia percorso un determinato tragitto nei minuti successivi alla scomparsa di Yara, non sarà semplice. Oltre alle migliaia di dati da analizzare, c'è da considerare anche il fatto che non è semplice rintracciare il percorso di un'utenza telefonica, se da questa non partono o non arrivano telefonate o messaggi. Sarà dunque un lavoro lungo, per il quale ci vorrà del tempo, sempre che l'assassino abbia davvero fatto subito quel tragitto insieme con Yara e che non abbia spento il suo telefono, così come invece ha fatto con quello della ragazzina.
Gli inquirenti escludono comunque che possa esserci una relazione tra gli omicidi di Yara ed Eddy Castillo, il 26enne dominicano ucciso la notte del 16 gennaio e trovato senza vita a poche centinaia di metri dal corpo della tredicenne. Il giovane era peraltro già stato vittima, nei giorni precedenti all'omicidio, di un'altra aggressione. Si pensa che il delitto sia maturato nell'ambito di un regolamento di conti. E si è scoperto che il profilo della dodicenne che alcuni giorni fa su Facebook si firmava come la migliore amica di Yara Gambirasio sarebbe stato utilizzato da una persona, che al momento resta ignota, per scrivere dichiarazioni riguardo proprio al caso di Yara. La mamma della ragazzina, che ha già presentato una denuncia, ha detto che il profilo era stato chiuso e che qualcuno se n'è impossessato per sfruttare l'identità della figlia.

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