giovedì 10 marzo 2011

Una rapina è per sempre Da Glasgow a Poggio Bagnoli, i colpi che hanno fatto la storia.

da Guardie Informate = Guardie Giurate

I soliti ignoti
Una rapina è per sempre
Da Glasgow a Poggio Bagnoli, i colpi che hanno fatto la storia.
di Antonietta Demurtas
Tra i mestieri più vecchi del mondo c'è di sicuro quello del rapinatore. E a leggere le cronache di questi ultimi giorni, si capisce quanto il film di Mario Monicelli I soliti ignoti del 1958 sia ancora attuale. Anzi più che un remake si potrebbe addirittura farne una serie televisiva.
Perché di rapine da film in questo periodo ne accadono ogni giorno. Non c'è paesino di provincia, città o metropoli dove qualche nuovo Arsenio Lupin non si adoperi per portare a casa un ricco bottino. Sarà la crisi o la voglia di non lavorare, ma l'ingegno è un'arte che i ladri affinano colpo dopo colpo.
L'ultimo l'hanno messo a segno l'8 marzo dieci delinquenti in un paese in provincia di Arezzo, Poggio Bagnoli. Durante la notte la banda ha bloccato tutte le vie di accesso, compresa l'ex statale 69 che collega Arezzo a Firenze, mettendo di traverso macchine rubate allo stesso Comune, comprese quelle dei vigili urbani. Compiuta l'opera di isolamento, i ladri, armati di Caterpillar e martello pneumatico, hanno prima sventrato e poi svuotato un laboratorio orafo, la ditta Salp, che nel caveau sotterraneo aveva una cassaforte importante: 100 chili d'oro, per un valore di tre milioni di euro.
16 MILIONI A DAMIANI. Insomma, una rapina è per sempre, come quella che il 24 febbraio 2008 ha subito a Milano la gioielleria Casa Damiani di corso Magenta. Questa volta la tecnica usata è stata classica: quella del buco. Un tunnel ottenuto scavando nelle cantine di un palazzo adiacente. Risultato: un colpo da circa 16 milioni di euro. Che però è durato poco, appena dieci mesi.
Sebbene i ladri siano stati più fortunati di quelli del film di Woody Allen, Criminali da strapazzo, che per rapinare una banca erano finiti in un negozio di abbigliamento. A Milano, una volta messo a segno il colpo, i delinquenti sono stati incastrati grazie alle rivelazioni di una testimone e alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano registrato parte della targa del furgone usato per scappare, finendo tutti arrestati.
Un classico: la rapina in gioielleria
Il colpo più dorato della storia è stato messo a segno il 4 dicembre 2008 da tre malviventi nella gioielleria parigina Harry Winston di Rue Montaigne, una tra le più esclusive di Francia, che hanno rubato quasi tutti i diamanti e le pietre preziose che vi erano esposte, per un valore stimato di circa 80 milioni di euro. Gli uomini, armati di pistole, si impadronirono dei gioielli minacciando una quindicina fra impiegati e clienti.
IL SOLISTA DA SEI MILIONI. Fu una rapina a mano armata anche quella messa a segno da un ladro solitario e distinto che nel 2009 entrò alle tre di un sabato pomeriggio nella gioielleria Chopard di Place Vendome, sempre a Parigi. Borsalino, abito scuro e pistola in mano si fece consegnare dai commessi un bottino per un valore stimato dai 6 ai 10 milioni di euro. Poi con la stessa naturalezza con cui era entrato se andò a piedi.
OLTRE 3 MILIARDI DA CHOPARD. Oro mon amour. Una passione anche per i sei rapinatori che la mattina del 12 maggio 2001 assaltarono la gioielleria milanese Chopard di via della Spiga. Fuggirono con una refurtiva di tre miliardi e 200 milioni di vecchie lire. Per loro però non ci fu il tempo di godersi il malloppo: i ladri vennero bloccati in un bar di corso Magenta, proprio vicino alla Maison Damiani.
5 MILIONI IN “VIA DELLA SFIGA”. Ma se via della Spiga potrebbe essere rinominata 'via della Sfiga' per la sfortuna dei tanti Arsenio Lupin che hanno tentato il colpo della vita ma che hanno fallito, si sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio. E così ecco un'altra gioielleria sotto attacco nella via milanese più chic.
Un colpo da 5 milioni di euro è stato messo a segno il 5 febbraio 2011 da rapinatori esperti travestiti da vigili. All’apertura della gioielleria Scavia sono entrati nel negozio, hanno minacciato con le armi e legato i quattro dipendenti e dopo averli portati nel seminterrato, hanno svuotato la gioielleria. Riempito il sacco, prima di andarsene hanno scaricato le immagini del sistema di videosorveglianza.
Le banche: un furto sempre verde
Dopo le gioiellerie un furto sempre verde resta quello agli istituti di credito: il 15 febbraio 2010, sempre nel capoluogo lombardo, due malviventi travestiti da guardie giurate hanno messo a segno una rapina a mano armata da 4 milioni di euro in contanti alla Banca regionale europea.
12 MILIONI IN PIEMONTE. Un altro colpo grosso è quello portato a termine da sei ladri che sono riusciti a rubare nella sede di Vigliano Biellese della Mondialpol, in Piemonte, ben 12 milioni di euro. Il 31 agosto 2008 partì il commando: due rapinatori vestiti da carabinieri riuscirono a entrare senza destare sospetti, gli altri quattro complici li seguirono con tute da meccanico e casco integrale. Una volta dentro l'unico obiettivo fu la cassaforte, che raggiunsero dopo aver immobilizzato il personale.
AUTOSTRADA A4 BERGAMO-BRESCIA. Un must degli ultimi anni è poi l'assalto ai portavalori. Uno dei più spettacolari fu quello messo in scena la sera del 9 giugno 2008 sull’autostrada A4, tra Brescia e Milano, nei pressi del casello di Seriate.
I banditi, incappucciati e armati di kalashnikov, bloccarono un tratto di autostrada, incendiarono alcune macchine e spararono contro le guardie giurate e alcuni automobilisti, in particolare due turisti spagnoli che avevano cercato di forzare il blocco.
Fortunatamente presero la mira sbagliata, nessun ferito e un bottino di quasi 2 milioni di euro come happy end. Tutto bene se non fosse per quelle raffiche di kalashnikov: 10 bossoli trovati sul luogo dell’agguato portarono gli inquirenti a collegare la rapina con quella messa a segno nel bolognese con le stesse modalità e la stessa arma.
Colpi da film: quando la realtà supera la fantasia
Un riadattamento in versione moderna di una classica scena da film western è avvenuto quasi 50 anni fa, l'8 agosto del 1963, quando il britannico Ronald Biggs rapinò il treno postale Glasgow Londra. Con la sua banda riuscì a portare a casa due milioni e mezzo di sterline in soli 28 minuti e senza l'uso di alcuna arma.
Il piano andò alla perfezione: fermarono il convoglio in aperta campagna e lo dirottarono su un binario morto per svaligiarlo. Ma il brivido di arricchirsi in mezz'ora durò poco: Biggs fu arrestato insieme ai suoi undici complici nel 1964, ma fu anche l'unico a riuscire a evadere e vivere in latitanza per dieci anni godendosi così la refurtiva che non fu più recuperata. La storia diventò però così leggendaria che nel 1967 le gesta di Biggs & C. diventarono un film del regista Peter Yates: Robbery.
LA RAPINA DEL SECOLO. Scene da film anche quelle della cosiddetta 'rapina del secolo' messa a segno dal terrorista nero Valerio Viccei di Ascoli Piceno, che a Londra nel 1987 riuscì a portare via 60 milioni di sterline in gioielli e valori dal deposito più blindato al mondo, il Knightsbridge Safe Deposits Center dei Lloyd's. In cambio lasciò in un caveau la videocassetta di Come sposare un milionario.
RAPINE FALLITE. A interpretare invece una versione italiana di Criminali da strapazzo potrebbero essere i due rapinatori che il 3 maggio 2006 cercarono di sfondare con un carro attrezzi usato come un ariete le vetrine della gioielleria Bulgari in via Condotti, nel centro storico di Roma.
Un colpo fallito miseramente: il vetro blindato, antiproiettile e antisfondamento della boutique non cedette ai ben tre tentativi di sfondamento. E così il guidatore e il complice, delusi e derisi dai passanti, si dileguarono a bordo di un motorino, lasciando in vetrina una parure di diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri del valore di parecchi milioni di euro.
http://www.lettera43.it

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