da Guardie Informate = Guardie Giurate
(AGENPARL) - Roma, 07 mar - Nella mattinata odierna, in Torre del Greco e Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di Falanga Mario, Palomba Bartolomeo e Maisto Armando in ordine al reato di estorsione continuata in concorso, con l'aggravante del metodo mafioso, perpetrata in danno di una nota agenzia di onoranze funebri di Torre del Greco. L'indagine, conclusasi con la cattura dei tre indagati, tutti originari di Torre del Greco, trae origine da una più complessa attività di sistema, finalizzata a disvelare i nuovi assetti organizzativi delle consorterie criminali operanti sul territorio, a seguito della disarticolazione del "clan Falanga", (organizzazione un tempo egemone su quel territorio), oggi superato, per capacità organizzativa ed influenza, da un nuovo cartello criminale per il controllo delle attività illecite a Torre del Greco nato dall'alleanza tra la famiglia criminale dei Di Gioia con il "clan Papale" . In particolare, a seguito della scarcerazione di Falanga Mario e di Palomba Bartolomeo, si aveva modo di registrare una escalationdi atti dimostrativi e di azioni violente nei confronti di imprenditori e commercianti locali del territorio torrese, al fine di marcare simbolicamente l'area di influenza criminale della sopraccitata "nuova consorteria criminale". L'attività di indagine svolta, suffragata nella fase finale anche dall'ammissione da parte delle vittime stesse, ha permesso di appurare che i due, dando esecuzione agli ordini dettati dai vertici della consorteria criminale, una volta tornati in libertà, e con il supporto dell'insospettabile terza persona (impiegato presso in diverse ditte in qualità di vigilante), richiedevano ed ottenevano a seguito di ripetute minacce il pagamento di una somma di danaro superiore ai 5000 euro. Significativo, a riprova della elevata caratura criminale del Palomba, è stato il ritrovamento presso la sua abitazione, di un complesso sistema di video-sorveglianza, costituito da sei telecamere perimetrali esterne e due monitor da 40 pollici installati all'interno dell'appartamento, in grado di controllare l'eventuale arrivo di personale delle forze dell'ordine
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