Roma, 22 mar (Il Velino) - La stampa francese riferisce delle tensioni in seno alla coalizione intervenuta contro Muammar Gheddafi in Libia. Se i siti web di Le Monde e Le Figaro dedicano poche righe alla questione, spiegando che “alcuni Paesi come Canada e Italia” vorrebbero che il coordinamento degli interventi passasse sotto la guida nato, il quotidiano La Croix riporta la posizione italiana in maniera più articolata. Il giornale cita “il ministro italiano degli Esteri Franco Frattini che lunedì 21 ha annunciato di voler verificare la conformità dei primi bombardamenti con la risoluzione. Il ministro ha osservato che ‘questa non dovrebbe essere una guerra contro la Libia’ ma l’applicazione rigida della risoluzione”. E ancora, si legge su La Croix, “l’Italia ‘ha accettato di prendere parte alla coalizione internazionale allo scopo preciso di operare un cessate il fuoco, far cessare le violenze e proteggere la popolazione. Ecco perché, assieme al Lussemburgo, ha chiesto che la Nato prenda la guida della coalizione dei volontari in Libia. Francia e Turchia si oppongono a che l’Alleanza atlantica partecipi in prima linea per timore di alienarsi l’opinione araba”.
Da parte sua il Financial Times sottolinea la divisione esistente nel fronte anti-Gheddafi con la Francia da un lato e gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dall’altro. “Una tensione così forte che gli ambasciatori francese e tedesco hanno abbandonato, lunedì, la seduta del Consiglio Nord Atlantico” a Bruxelles. Il giornale britannico riporta le parole di “un funzionario occidentale” secondo cui Washington e Londra non hanno apprezzato la fuga in avanti di Nicolas Sarkozy “il cui scopo era solo annunciare i primi raid mentre lasciava il meeting sulla Libia a Parigi e dove conduceva lo show”. Meeting al quale, aggiunge, l’Ft, la Turchia, lamenta di non essere stata invitata. Il giornale ricorda poi le parole di Frattini secondo cui “l’Italia riconsidererà l’uso delle sue basi: se c’è una moltiplicazione dei centri di comando, dobbiamo studiare un modo in cui l’Italia riprenda il controllo delle sue basi”.
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