Non solo la politica, ma l’intera Italia si divide sul tema del nucleare nel nostro paese.
Saranno gli eventi occorsi in Giappone, dove ormai la paura per i venti radioattivi si è trasformata in terrore, ma le regioni rispondono quasi ‘coralmente’ con un secco ‘No’ all’installazione nei propri territori delle sei centrali che il Governo avrebbe in programma di costruire.
Solo in tre hanno detto un mezzo ‘Si’, e si tratta del Piemonte, della Campania e della Lombardia. Tutte le altre,per un verso o per un altro, si sono opposte a concedere porzioni di territori per il progetto. In particolare il governatore del Veneto Luca Zaia ha candidamente annunciato che finchè sarà lui a guidare la regione di nucleare non se ne parlerà neanche, “poichè il Veneto non ha le caratteristiche necessarie per la costruzione di centrali sul suo territorio”.
Intanto Pd e Idv rilanciano il referendum, col quale sarebbe il popolo e non una stretta cerchia di imprenditori, affaristi, e politici, a decidere della sicurezza futura del nostro paese.
Certo è che se in Italia gestiamo il nucleare così come gestiamo il problema rifuti, meglio lasciar perdere. O iniziare a preoccuparci seriamente..
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