giovedì 17 marzo 2011

"Politica in difficoltà, non c'è futuro senza investire sui giovani"

Fra i rischi futuri che il presidente dei vescovi italiani intravede per l'unità nazionale ci sono "il cambiamento demografico, la crisi economica, la fatica a uscire dai particolarismi e a promuovere le mediazioni necessarie per perseguire il bene comune".

Il card. Bagnasco

Il card. Bagnasco

Roma, 17-03-2011

"La politica è diventata strumentale, sembra priva di grandi idee dopo la stagione per niente invidiabile delle ideologie, autoreferenziale e in difficoltà ad ascoltare il Paese, ad intercettare i bisogni e le speranze delle persone". Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in un'intervista al Corriere della Sera per i 150 anni
d'Italia.

"E' un gioco tra poteri, fortemente personalizzati, fatto di colpi bassi che demoliscono la fiducia nella democrazia e fanno il gioco del nichilismo, anche quando a parole si afferma il contrario", ha detto Bagnasco. "Alimentare lo scontro può essere una strategia per interessi che non sono quelli del Paese".

Bagnasco ripercorre alcune tappe della storia italiana: se all'inizio il Risorgimento "è parso 'contro' la Chiesa, in realtà non si è compiuto senza di essa". Basta ricordare il contributo "piu' federalista di Gioberti o di Rosmini rispetto a quello piu' 'unitarista' di Mazzini o di Garibaldi". Fra i rischi futuri che il presidente dei vescovi italiani
intravede per l'unità nazionale ci sono "il cambiamento demografico, la crisi economica, la fatica a uscire dai particolarismi e a promuovere le mediazioni necessarie per perseguire il bene comune".
Centrale il ruolo della Chiesa
"Il nostro Paese - prosegue Bagnasco - rappresenta pure il cuore del cattolicesimo". I suoi valori devono essere al centro "per un senso di appartenenza che resiste alla crisi", contro "la rappresentazione distorta" della realta' offerta dai media e dalla politica. Fra i temi dell'attualita' politica affrontati dal cardinale Bagnasco, quello del federalismo, che se "maturo" - afferma - "non puo' voler dire localismo" ma "vuol dire realizzare il principio di sussidiarietà, intersecando quello di solidarietà".
Repetita iuvant
Nessun giudizio sul processo al presidente Berlusconi per il caso Ruby, ma Bagnasco ricorda l'articolo 54 della Costituzione: "Chiunque accetta di assumere un mandato
politico deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta". E a proposito della Carta sottolinea che e' necessaria "estrema cautela" nel volerla modificare. Sulla riforma della Giustizia, invece, il
cardinale intravede dichiarazioni del mondo politico "più possibiliste rispetto al 'niet' assoluto" di qualche tempo fa, un "segnale di onesta"' rispetto "a situazioni di carattere strutturale che hanno bisogno di essere riviste".
Nessun futuro senza giovani
Altro tema centrale quello dei giovani, del futuro del Paese: "Nessuna societa' - afferma - puo' prosperare senza investire nell'educazione dei suoi giovani".
La legge sul fine vita
"Non si tratta di 'consegnare la morte' alla legge - precisa -, ma di garantire la tutela della salute e della vita di ogni persona umana in tutte le sue fasi e condizioni dell'
esistenza, in particolare quelle piu' deboli. Anche lo strumento di una legge puo' essere utile, dopo che l'esperienza degli ultimi anni ha mostrato i rischi derivanti dall'attuale vuoto legislativo".

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