IL CAIRO (Reuters) - Tredici persone sono morte nelle violenze tra cristiani e musulmani registratesi ieri al Cairo mentre sono riaffiorate le tensioni religiose che sembravano essersi allentate con la rivoluzione.
Il Ministero della Salute ha detto che i morti sono 13 e che 140 persone sono rimaste ferite nelle violenze della notte al Cairo, i più gravi di natura religiosa da quando il presidente Hosni Mubarak ha lasciato il potere l'11 febbraio in seguito a una rivolta caratterizzata dall'unione tra cristiani e musulmani.
Non è chiaro quante delle vittime siano cristiane e quante musulmane. Le violenze sono iniziate dopo una protesta dei cristiani per un incendio doloso a una chiesa a Helwan, a sud del Cairo.
Sono state lanciate molotov e pietre, dicono i testimoni. Almeno una delle vittime era un cristiano colpito alla schiena da un proiettile, ma non è chiaro chi gli abbia sparato. A un certo punto l'esercito ha sparato in aria per disperdere la folla.
I cristiani copti rappresentano circa il 10% della popolazione dell'Egitto, che conta 80 milioni di abitanti.
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