Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha sottolineato la necessita' di una riforma istituzionale per modernizzare il Paese, ha spiegato l'iter di una legge e il ruolo dei vari poteri, compreso quello del capo dello Stato e del suo staff ''che interviene puntigliosamente su tutto''. Berlusconi ha ricordato l'iter di una legge ''quando decidiamo una legge - ha spiegato - avendo avuto l'ok dal presidente della Repubblica e dal suo staff
che interviene puntigliosamente su tutto, la mandiamo in parlamento, entra nelle commissioni, viene discussa e cambiata, poi va nell'aula, poi nell'altra e ancora nelle commissioni, viene discussa, vi sono i veti dei giudici che dicono la loro anche quando non dovrebbero e autorita' che intervengono quando non devono intervenire''. ''Poi - ha aggiunto - se per caso al capo dello Stato non piace, ritorna alla camera e al parlamento e se non piace ai pubblici ministeri di sinistra, ricorrono alla corte costituzionale che la abroga''
PATTO FINI-ANM CONTRO RIFORMA GIUSTIZIA - ''C'era un patto con la magistratura e con l'associazione dei magistrati per non fare la riforma della giustizia e cio' che a loro non andava bene''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spiegando che ora, dopo la diaspora di Fini, il governo potra' fare le cose che prima non era riuscito a fare.che interviene puntigliosamente su tutto, la mandiamo in parlamento, entra nelle commissioni, viene discussa e cambiata, poi va nell'aula, poi nell'altra e ancora nelle commissioni, viene discussa, vi sono i veti dei giudici che dicono la loro anche quando non dovrebbero e autorita' che intervengono quando non devono intervenire''. ''Poi - ha aggiunto - se per caso al capo dello Stato non piace, ritorna alla camera e al parlamento e se non piace ai pubblici ministeri di sinistra, ricorrono alla corte costituzionale che la abroga''
Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi , intervenuto a Milano alla presentazione dello sportello 'Al servizio degli Italiani', ha ribadito la necessita' di approvare la riforma della giustizia.
''I tempi della giustizia- ha detto - sono troppo lunghi. Otto-dieci anni per la giustizia civile, e 14 o 16 per quella penale. E' stata l'Europa a sollecitare una riforma, ma dato che io sembro essere il protagonista della storia dell'Universo, e avrei qualche beneficio, non si puo' fare''. Berlusconi ha quindi ricordato di avere avuto ''103 procedimenti, con oltre 50 andati a dibattimento''.
''Le intercettazioni nei paesi civili non sono neanche valide come prove'', ha dichiarato sototlinenado come queste sono anche formate da ''computer che catturano parole e le mettono insieme, e poi ci sono gli imitatori''. A suo avviso ''non viviamo in un Paese libero in cui ciascuno puo' parlare liberamente al telefono senza essere ascoltato e vedendo poi quello che dice il giorno dopo sui giornali''. Per questo ''mandiamo avanti prestissimo in parlamento una legge che aveva trovato il no di Fini, ma ora abbiamo una maggioranza minore nei numeri ma piu' coesa''.
''Dovete sapere che il presidente del consiglio non ha alcun tipo di telefonino, perche' e' esposto a qualsiasi tipo di intercettazione''. ''Tutti - ha aggiunto Berlusconi - sono ormai convinti che e' una questione di liberta' il fatto di non poter parlare liberamente al telefono. Per questo io sono tornato indietro e non uso piu' il telefonino''. Ha parlato anche del processo breve Silvio Berlusconi nel suo intervento all'Unione del commercio di Milano, che lui preferisce pero' definire processo ''in tempi ragionevoli''. Berlusconi ha ricordato che l'Unione europea ha inflitto delle pesanti sanzioni all'Italia proprio per l'eccessiva lunghezza dei processi, ma il processo breve ''siccome c'e' sempre un processo a Berlusconi, la sinistra dice che non si fa. Non so come andra' a finire ma e' estremamente difficile. L'opposizione non e' socialdemocratica, noi abbiamo i vecchi comunisti'
''Il popolo della Liberta' da quando e' nato e' il primo partito italiano'': Silvio Berlusconi lo ha sottolineato durante una conferenza stampa al Palazzo Reale di Milano. Il presidente del consiglio ha cosi' confutato alcuni sondaggi apparsi sui ''giornali di sinistra''. ''I nostri ci danno al 30,6%'', ha sottolineato ammettendo che ''con la diaspora di Fini abbiamo perso qualcosa''. Non si tratta pero' tanto di chi e' andato con Fini quanto alla crescita ''dell'area degli indecisi''.
''Come prima forza politica - ha concluso - abbiamo la possibilita' di elevare la percentuale invitando gli indecisi''. ''La campagna elettorale la vedo lontano, alla scadenza naturale della legislatura perche' oggi sarebbe una cosa dannosa''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi , parlando a Milano alla presentazione del 'Servizio agli italiani'. ''Sarebbe una cosa dannosa - ha spiegato Berlusconi - affrontare una campagna elettorale in questa situazione, stretti tra una crisi finanziario-economica globale dalla quale stiamo uscendo ma non e' ancora terminata e la situazione che si e' creata in tutta la costa sud del mediterraneo''.