lunedì 28 febbraio 2011

Giustizia, la controriforma di Di Pietro

Rainews24.it
Antonio Di Pietro

Milano, 28-02-2011
"La riforma della giustizia che viene proposta dal governo è la più grande ingiustizia che viene proposta agli italiani, perché serve a dare l'impunità ai delinquenti".
Sembra di rivedere un film già visto, a sentire Antonio Di Pietro parlare di giustizia davanti al Pio
Albergo Trivulzio di Milano, teatro dello scandalo Affittopoli, a 19 anni da Tangentopoli.

Alla Giustizia italiana servirebbero ben altri provvedimenti, incalza Di Pietro più che mai battagliero al presidio di IdV: questo del Governo, dice, "è un piano che non dà giustizia né alle vittime, né a chi si deve giustificare davanti a un giudice".

Controriforma
L'ex pm di Mani pulite dopo vent'anni ammette che sì, c'è  bisogno di mettere
mano al sistema con una riforma "ma non quella deformata che vuole Berlusconi, l'esatto contrario". Tra le altre cose, Di Pietro elenca il bisogno "di una rivisitazione completa di alcuni istituti, ad esempio di diritto sostanziale, come la depenalizzazione di reati che non hanno alcun senso come quello dell'immigrazione clandestina" che, per l'ex ministro del Governo Prodi, sarebbe stato istituito "solo per incutere timore". Allo stesso modo "andrebbero invece rivisitati quei reati - ha aggiunto - ad
alto allarme sociale come il falso in bilancio, l'evasione fiscale e i reati contro la pubblica amministrazione".

Di Pietro ha preso spunto dalla vicenda dell'elenco di affittuari vip a prezzi agevolati del Pat per evidenziare che "bisogna ripartire con un impegno che è l'esatto contrario di quanto viene proposto - ha continuato - Serve una riforma della
giustizia ma non quella deformata che vuole Berlusconi, ma l'esatto contrario".

Affitto di favore alla compagna di Pisapia
Secondo Di Pietro, deve essere la donna "a dare le sue guistificazioni come tutti gli altri". "Pensate davvero - ha detto Di Pietro al Pat - che Pisapia, che nell'89 neanche conosceva la Sasso, debba essere considerato responsabile per il suo impegno politico che ha preso davanti agli elettori? Dobbiamo pretendere che ognuno si assuma le proprie responsabilità pubbliche e giudiziarie. Non so - ha concluso -
se Pisapia pagherà per questo, ma l'Idv anche in questo caso ha dimostrato d'avere le mani pulite".

Appalti truccati
"Quel che più ci interessa è avere la piu' grossa trasparenza in tutti gli enti pubblici non solo per affitti e compravendite ma anche per la gestione degli appalti..".
Durante la sua visita al Pio Albergo Trivulzio di Milano, al centro dello scandalo Affittopoli, Di Pietro ha sottolineato l'esigenza di accendere la luce non solo sugli affitti e le vendite di appartamenti degli enti pubblici a prezzi di favore,
ma anche sulla gestione degli appalti, oltre a chiedere "l'eliminazione della politica dalla pubblica amministrazione".
Referendum su Berlusconi
Questo Governo, invece, "mette al primo posto gli affari personali". Un esecutivo che, riconosce Di Pietro, "non può essere mandato a casa solo dalla mobilitazione di piazza". Da qui l'appello: "Chiediamo a gran voce che il referendum sul legittimo impedimento promosso dall'Idv si trasformi in un ballottaggio per dire in modo chiaro se i cittadini stanno alla parte di Berlusconi o non più".

Niente mare
L'appuntamento referendario - su legittimo impedimento, nucleare e acqua che l'Idv vorrebbe per il prossimo 29 maggio, insieme ai ballottaggi delle elezioni amministrative - per Di Pietro deve diventare "un referendum plebiscitario
in cui chiedere agli italiani se vogliono tenersi ancora Berlusconi o mandarlo a casa".
Per quel giorno, l'ex pm ha chiesto agli italiani di "non 'craxare', non andare al mare, ma a votare e a fare una scelta di campo anche contro i vostri partiti"