giovedì 24 febbraio 2011

Giovanardi: una bufala le foto delle fosse comuni

Giovanardi: una bufala le foto delle fosse comuni: "Le foto pubblicate oggi dai quotidiani rappresentano 'un normale cimitero libico, con tombe prescavate in cemento'."

Roma, 24-02-2011

"Le fosse comuni di Tripoli sono una bufala". Le foto pubblicate oggi dai quotidiani rappresentano "un normale cimitero libico, con tombe prescavate in cemento". Le parole del sottosegretario Carlo Giovanardi Giovanardi hanno l'effetto di una ventata sul fuoco delle polemiche tra maggioranza e opposizione divampato giorni fa, all'arrivo delle prime notizie che riferivano di repressione e scontri brutali in tutta la Libia.

Giovanardi e' l'unico, nel governo, a sostenere la tesi che le fosse comuni in Libia siano dei falsi; ma il governo mantiene una linea prudente che si accompagna a una certa irritazione per l'atteggiamento dell'Unione Europea, accusata di non voler aiutare l'Italia. E Silvio Berlusconi, si ragiona nel Pdl, avrebbe espresso anche oggi piu' di una preoccupazione su una situazione seria e timori sulla possibiltia' che l'Europa se ne possa lavare le mani.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini annuncia, a questo proposito, che l'Italia avanzera' le sue richieste durante il vertice europeo sull'emergenza clandestini, prima fra tutte la redistribuzione nella Ue degli immigrati che dovessero arrivare.

Nel frattempo e' l'esternazione di Giovanardi a monopolizzare il dibattito. Dalle file dell'opposizione le parole piu' dure contro il sottosegretario vengono dall"Idv. Leoluca Orlando, portavoce del partito, afferma che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio "si dovrebbe vergognare": definire "una bufala" la notizia delle fosse comuni in Libia "costituisce un'offesa nei confronti delle vittime che aumentano di ora in ora". Mentre il pd Sandro Gozi, prendendo spunto dal giudizio del sottosegretario, sostiene che "il governo e' in confusione totale".

Antonio Di Pietro accusa apertamente il governo di 'complicita"' con il regime nordaficano. L'esecutivo, osserva, avrebbe "riarmato il dittatore" con l'approvazione del Trattato di Amicizia Italia-Libia. In polemica con le decisioni della Difesa, l'ex pm invita ad "inviare navi umanitarie" e "non cacciatorpediniere" per gestire l'arrivo dei profughi.

Pier Ferdinando Casini e' categorico verso il 'colonnello': "Gheddafi e' un criminale che va processato dalla una Corte internazionale de L'Aja, per i suoi crimini, per aver addirittura bombardato i cittadini del suo Paese". Sulla stessa frequenza Gianfranco Fini, che sottolinea come "sarebbe veramente inammissibile che, se un dittatore sanguinario come Gheddafi rimanesse al potere, un minuto dopo tutto tornasse come prima. E' una questione di pudore".

Nelle parole del presidente della Camera si legge la delusione per il giudizio del presidente della commissione Esteri del Senato Lamberto Dini che si e' spinto a dire che "l'Italia non auspica la fine di Gheddafi" perche' " non abbiamo ragioni per volere la caduta di un leader che oggi intrattiene buoni rapporti con tutta la comunita' internazionale".