Tripoli, 24-02-2011
Assediato a Tripoli, probabilmente in un bunker sotterraneo, Gheddafi tuona contro al Qaida, che a suo dire vuole creare un emirato islamico in Libia, mentre le forze di opposizione gia' si 'autogovernano' in Cirenaica e conquistano posizioni da est a da ovest, scontrandosi con le milizie e i mercenari fedeli alla 'Guida della rivoluzione'.
"Gli uomini di Bin Laden hanno distribuito droga agli abitanti di Zawia e i vostri figli vengono utilizzati per raggiungere uno scopo. Disarmateli e catturateli!", ha esortato il colonnello in una telefonata trasmessa dalla tv, rivolgendosi agli abitanti della cittadina a ovest di Tripoli teatro oggi di violenti combattimenti tra lealisti e anti-governativi. Dallo scoppio della rivolta, dieci giorni fa, Gheddafi era intervenuto altre due volte e sempre facendosi riprendere, a differenza di quanto e' successo oggi, probabilmente per il peggiorare delle condizioni di sicurezza.
"Io ho solo un'autorita' morale, come la regina Elisabetta, che pero' e' al potere da piu' tempo di me", ha detto ancora Gheddafi, i cui toni sono parsi meno sicuri e tracotanti rispetto a quelli impiegati nei due suoi precedenti discorsi.
Difficile avere bilanci precisi delle vittime a Zawia, 50 chilometri da Tripoli, dove secondo fonti di esuli libici vi sarebbero anche italiani tra i mercenari assoldati da Gheddafi. Un ex ufficiale dell'esercito libico ha detto all'emittente al Arabiya che e' in corso "un massacro" e testimoni parlando di decine e decine di morti e di ospedali pieni di feriti. Lo stesso Gheddafi, nella sua telefonata, ha detto che ci sono quattro morti fra le forze di sicurezza, mentre il giornale online Qurina, vicino a a suo figlio Seif, da' un bilancio di almeno 10 morti. In serata si e' appreso che migliaia di persone stanno convergendo verso Zawia, per "liberare la citta"'.
Anche a Tripoli sarebbe in corso una strage, riferiscono testimoni. Squadroni della morte sono entrati azione, stuprando, mutilando e sparando sui feriti negli ospedali, dicono le fonti. Il vice ambasciatore libico all'Onu, il dimissionario Ibrahim Dabbashi, ha detto alla Bbc che i mercenari hanno caricato su aerei i cadaveri di persone uccise e li hanno poi buttati nel deserto vicino a Sirte, la regione di Gheddafi.
Al decimo giorno della rivolta in Libia, e' incerto il bilancio delle vittime in tutto il paese, che oscilla fra le 300 dichiarate ufficialmente alle mille o duemila denunciate dalle organizzazioni umanitarie fino alle oltre 10mila indicate da altre fonti.
Intanto i dimostranti anti-regime consolidano le loro posizioni e stringono il cerchio attorno a Tripoli, dove un gruppo di giornalisti italiani e' stato fermato a un posto di blocco di miliziani governativi sulla strada dell'aeroporto e uno di loro e' stato malmenato. I reporter sono stati poi rilasciati. Le forze anti-Gheddafi hanno preso il controllo della citta' occidentale di Zuara, circa 120 km dalla capitale, vicino al confine con la Tunisia. Secondo testimoni, nella citt… non ci sono agenti e militari, e l'area Š controllata da "comitati popolari" con armi automatiche. In Cirenaica, nell'est, l'opposizione afferma che i principali terminal petroliferi, Ras Lanuf e Marsa El Brega, sono nelle sue mani, anche se oggi Gheddafi ha minacciato l'Occidente di bloccarli.
Ora gli oppositori vogliono "liberare" Tripoli e la situazione rischia di precipitare. Gli Usa, ai quali oggi Gheddafi ha inviato un messaggio, hanno fatto sapere che "vogliono agire in fretta" e, secondo Le Monde, non e' escluso un loro intervento militare. E c'e' chi parla dell'imposizione di una 'no fly zone'. Il governo britannico ha parlato invece di un possibile invio di forze speciali per trarre in salvo un centinaio di suoi cittadini "in pericolo" nel deserto libico, mentre l'Ue di ce di essere pronta ad un "intervento militare umanitario".