Caserta, abusi su minori a scuola: 5 arresti - IL SALVAGENTE - quotidiano on-line dei consumatori

In manette quattro educatori e un'insegnante. Maltrattamenti e molestie su undicenni.
I metodi correttivi usati consistevano in pugni, schiaffi e spinte. In alcuni casi era contemplato anche l’uso della cintura. Poi c’erano le ingiurie, da “porco” ad “handicappato”. Per anni quattro educatori e un'insegnante de “Il Villaggio dei Ragazzi”, istituzione di beneficenza per l'infanzia
abbandonata a Maddaloni (Caserta), hanno maltrattato e umiliato ragazzini di cui dovevano prendersi cura. Le vittime avevano all'epoca dei fatti tra gli undici e i sedici anni. In un caso sembra anche che l'insegnante abbia abusato sessualmente di due bambini di undici anni.Gli arresti
Questa mattina sono finiti in manette cinque persone, con le accuse di maltrattamenti su minori e abusi sessuali su minori. I nomi degli indagati, ora agli arresti domiciliari, sono Domenico Bellucci (56 anni), Vincenzo Crisci (30 anni), Francesco Edattico (53 anni), Gianluca Panico (33 anni) e Maria Iesu (37 anni). L'accusa di abusi sessuali è solo per quest'ultima.
Percosse e lesioni
Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sono partite nell'estate del 2009, e hanno portato alla luce “uno spaccato molto triste e sconsolante in relazione alla gestione della struttura e al trattamento che gli educatori riservavano ai minori ivi ospitati”. Oltre che della violenza sessuale nelle carte degli arresti si parla di ''sistematico ricorso a metodi brutali ed umilianti da parte degli educatori'', ''uso della violenza per mortificare le vittime'' e ''percosse che hanno riportato lesioni''.
I racconti
Con l’ausilio di una psicologa gli inquirenti hanno ascoltato diversi minori ospitati nella Fondazione “Il Villaggio dei Ragazzi”, istituzione di assistenza e beneficenza che avrebbe dovuto avere lo scopo di promuovere iniziative in favore dell'infanzia abbandonata. I minori hanno raccontato dei metodi educativi “rigidi” usati dagli educatori, e da tutti è emerso con evidenza il comportamento anomalo e violento degli educatori. Le vittime parlano di "atmosfera pesante e dura", di avere la sensazione, durante le vessazioni, di "sentirsi morire", di avvertire un "senso di ansia e di soffocamento", e di essersi spesso vergognati mentre venivano umiliati in pubblico. Testimonianze più che verosimili, secondo gli investigatori, perché "assolutamente convergenti nella descrizione e mella ricostruzione delle modalità" con cui avvenivano i maltrattamenti."Schiaffi selvaggi"
Particolarmente toccante è la testimonianza di una delle vittime, che racconta dei comportamenti di uno degli arrestati: “era sua abitudine picchiare i ragazzi più tranquilli e quelli più piccoli, mentre dei ragazzi più ribelli aveva paura perché questi reagivano. Abitualmente picchiava gli altri ragazzi con le mani anche senza motivo”. Una volta fu lui a essere prtotagonista di un triste episodio: “Se non erro”, ha detto agli inquirenti, “era subito dopo Carnevale dell'anno 2008, verso le 19.30, quando, dopo avermi dato degli spintoni sulle scale facendomi cadere, mi percosse selvaggiamente con le mani dandomi gli schiaffi in testa".
"Non volevo stare in fila"
Le violenze erano state provocate perché il ragazzo “non voleva stare in fila”.“Furono così tanti gli schiaffi che rimasi intontito e per farlo interrompere reagii”, continua il racconto del minore, “ma, essendo la mia forza inferiore alla sua, mi afferrò per i capelli facendomi molto male e bloccandomi la testa. Mi aveva procurato graffi sul viso facendomi uscire anche il sangue dal naso, al punto tale che quando il professor mi vide si spaventò molto”.Violenze sessuali
Dai racconti delle vittime gli inquirenti sono anche venuti a conoscenza di un episodio di violenza sessuale commesso dall’insegnante. Il fatto si sarebbe verificato nel corso di una lezione presso la scuola media statale del Villaggio dei Ragazzi nel novembre del 2008. Dai racconti dei ragazzi è emerso che la docente, “con l'uso della forza fisica, aveva fatto stendere supini sul pavimento due alunni, entrambi di undici anni, e si era seduta dapprima sopra l'uno e subito dopo sopra l'altro, all'altezza dei genitali, e, quindi, aveva iniziato a prodursi in movimenti ondulatori e sussultori tipici di un rapporto sessuale”.