lunedì 11 aprile 2011

Cessate il fuoco, i ribelli frenano: prima Gheddafi ritiri i tank

In Libia si continua a combattere

In Libia si continua a combattere

Bengasi, 11-04-2011

Prima di ogni cessate il fuoco le truppe di Gheddafi devono ritirarsi dalle strade e deve essere rispettata la libertà di espressione. E' questa la posizione dei ribelli libici a Bengasi, dove è attesa una delegazione dell'Unione africana per una missione di mediazione. Ieri la missione Ua ha raggiunto sostanzialmente un accordo con Gheddafi, dopo un incontro a Tripoli, per un cessate il fuoco in Libia. 

"La gente deve essere autorizzata a scendere in strada ed esprimere le proprie
opinioni e i soldati devono tornare nelle caserme", ha detto all'Afp Chamseddin Abdelmaula, portavoce del Consiglio nazionale di transizione (Cnt, che rappresenta la ribellione).

La guerra va avanti
Ieri un bombardamento delle forze Nato ha costretto le forze filogovernative alla
ritirata. I lealisti si spingevano verso Ajdabiya, porta di ingresso alla parte orientale della Libia, roccaforte dei ribelli, quando i caccia dell'alleanza hanno sferrato
attacchi uccidendo almeno 15 lealisti. Da Bruxelles un portavoce Nato ha
anche reso noto che i raid aerei internazionali hanno distrutto 25 carri armati dei lealisti, 14 nei pressi di Misurata e 11 sulla strada che porta ad Ajdabiya. Fonti mediche hanno fatto sapere che nel fine settimana sono stati uccisi anche 12 ribelli.
Mercoledì a Doha, in Qatar, ci sarà invece la prima riunione del gruppo di contatto sulla Libia, nato il 29 marzo scorso alla conferenza di Londra. Giovedì, invece, la Lega araba ha organizzato a Il Cairo un'altra conferenza internazionale alla quale prenderanno parte il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton e il presidente della commissione dell'Unione africana, Jean Ping.

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