giovedì 24 marzo 2011

Resta la tensione con la Francia

Franco Frattini

Franco Frattini

Roma, 23-03-2011

L'intervento in Libia era necessario "per scongiurare il massacro dei civili", ma ora bisogna "tornare alle regole" con una "catena di comando unificata" che faccia capo alla Nato. L'Italia insiste e lo fa con il Ministro degli esteri Franco Frattini che al Senato prende la parola sulla partecipazione dell'Italia alla missione in Libia, ma risponde indirettamente alla recalcitrante Francia che, dopo l'apertura della notte, e' tornata a ribadire che l'Alleanza non deve avere il "pilotaggio politico" delle missioni in Libia, relegando l'ombrello della Nato ad un ruolo "tecnico". Un'ipotesi inaccettabile per l'Italia che non vuole fughe in avanti, come ha sottolineato Frattini: il comando Nato e' necessario -ha detto - perche' l'Italia non vuole e intende "evitare il rischio di essere corresponsabile di azioni non volute" in Libia da parte di altri Paesi.

E soprattutto Roma punta ad arrivare quanto prima ad un "cessate il fuoco" per poter "aprire la fase politica" in Libia che sfoci "in un dialogo di riconciliazione nazionale". Ed abbia come unica precondizione il fatto che Gheddafi lasci il potere. Resta dunque aperto lo scontro con Parigi anche se l'Italia, come ha sottolineato il Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha incassato "una grande vittoria politica e diplomatica" chiedendo per prima l'ombrello della Nato sulla missione Onu e raccogliendo consensi che si sono andati allargando sempre piu', lasciando la Francia quasi isolata.

Sulla necessita' di un ruolo dell'Italia nella missione Onu non ci sono dubbi, secondo La Russa, che, intervenendo in Senato, ha assicurato che l'intervento ha "fermato la strage di un popolo" e che sarebbe stato "impensabile" senza il contributo dell'Italia. "Gli alleati - ha detto - sono consapevoli" che non si puo' pensare al futuro della Libia prescindendo dal ruolo dell'Italia. L'azione militare anche secondo Frattini e' necessaria "per evitare danni gravissimi".

Ma, dopo la stoccata alla Francia, il ministro si e' concentrato sui problemi di vicinato, rassicurando la Lega sul fatto che l'Italia non intende "fare la guerra", al contrario, l'obiettivo e' di "fermare la guerra". E "l'uso della forza sara' prettamente conforme alle regole dell'Onu". Non solo, anche le nostre imprese saranno tutelate, ha assicurato Frattini, e quando i contratti "non saranno piu' bloccati dal regime sanzionatorio ne faremo valere la piena efficacia".

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