Il tabaccaio Giovanni Petrali che nel maggio del 2003 uccise un rapinatore e ferì un suo complice, che avevano tentato di mettere a segno una rapina nella sua tabaccheria, è stato assolto in appello dalla accusa di omicidio, perché i giudici hanno ritenuto sussistente la legittima difesa.
Un'immagine d'archivio del corpo della vittima, Alfredo Merlino
Milano, 21-03-2011
E' stato assolto per legittima difesa putativa Giovanni Petrali, il tabaccaio che il 17 maggio 2003 sparò a due rapinatori che avevano messo a segno un colpo nella sua tabaccheria, uccidendone uno (Alfredo Merlino, 20 anni). I giudici della prima corte d'appello penale di Milano hanno anche dichiarato prescritto il reato di lesioni (Petrali aveva ferito l'altro rapinatore, Andrea Solaro, 24 anni).
La senttenza arriva a un mese dall'ultima udienza in cui il sostituto Pg Piero De Petris aveva chiesto una condanna a nove anni e mezzo per omicidio volontario e tentato omicidio, basandosi sul fatto che il tabaccaio aveva aperto il fuoco sui suoi aggressori dopo che la rapina era già terminata e i due erano in fuga, non rappresentando più un pericolo; in primo grado, Petrali era stato condannato a un anno e otto mesi per omicidio colposo e lesioni colpose.
La notizia dell'assoluzione del tabaccaio ha fatto eco anche nella politica: entusiasmo in particolare dalla Lega Nord, che oggi come in altre occasioni durante le udienze del processo ha allestito una manifestazioni fuori dal tribunale di Milano per sostenere Petrali e la sua famiglia.
Accoglie con soddisfazione il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale, Matteo Salvini. "E' un sospiro di sollievo per tanta gente per bene - ha detto Salvini - e saremo orgogliosi di candidare nelle liste della Lega Nord Antonio Petrali (figlio di Giovanni, ndr) e Giuseppe Maiocchi". Quest'ultimo, gioielliere, è stato coinvolto in una vicenda simile dopo aver sparato ad un rapinatore nella sua gioielleria. "La sentenza - prosegue Salvini - stabilisce che uno che ha risposto dopo essere stato aggredito mentre svolge il suo lavoro è innocente". La Lega si era schierata fin dall'inizio di questa vicenda a sostegno del tabaccaio. "Il nostro atteggiamento non voglio che sia inteso come un invito a farsi giustizia da soli - ha detto Salvini - ma solo a sostegno della libertà dei commercianti".
Soddisfatto anche il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato: "E' una sentenza che fa giustizia - spiega -. La condanna a nove anni e mezzo chiesta dall'accusa sarebbe stata una beffa. Non può essere accettato che un tabaccaio, già plurirapinato, debba subire l'infamia di passare per assassino e rischi di finire in carcere solo perché si è difeso da malviventi armati per salvarsi la pelle. Con la condanna si sarebbe stravolta completamente la realtà, usando il codice penale come una clava senza tenere contro del contesto.
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