In manette è finito Antonio Leo, nipote del boss di Torre Santa Susanna della Sacra Corona Unita, Ciro. La sparatoria intorno alle 23 della scorsa notte
di SONIA GIOIA
Agguato a colpi di fucile caricato a pallettoni contro il titolare di un bar Francavilla Fontana. Emiliano Andriulo, 33 anni, è rimasto ferito a un gluteo, è ricoverato presso l'ospedale francavillese, non corre pericolo di vita. Arrestati a tempo di record i due presunti attentatori che poco prima dell'agguato avevano platealmente minacciato di morte il barista, che li aveva invitati ad allontanarsi dal locale per aver molestato i clienti. Si tratta di Antonio Leo, 29 anni e Giovanni Caiulo, 27 anni, entrambi accusati di tentato omicidio dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori.
Tutto si è svolto nel giro di pochi, concitati istanti. Intorno alle 21 e 30 di ieri sera i due arrivano nel bar Via vai, frequentatissimo locale nel cuore della Città degli Imperiali, in via Renato Imperiale. Sembrano già alticci, ordinano ancora da bere, fanno i gradassi con la clientela e con lo stesso titolare che replica, senza mezzi termini: "Non siamo nel far west, vi prego di andarvene". Leo perde la testa e replica a tono: "Tu non sai a chi sono nipote io, io ti sparo". La parentela ostentata è quella con Ciro Leo, di cui il 29enne è nipote, volto più che noto alle forze dell'ordine, nome che conta negli ambienti criminali. I due avventori si allontanano fra urla e minacce, salvo ritornare mezzora dopo imbracciando un fucile caricato a pallettoni. E' a questo punto che si scatena l'inferno. Il presunto killer armato spara fra la folla, ma ha buona mira e colpisce dritto contro l'obiettivo. Il barista cade al suolo esamine, mentre qualcuno dei clienti conserva lucidità sufficiente per chiamare i soccorsi e avvertire i carabinieri. I due attentatori, nel frattempo, scappano a bordo - diranno i testimoni - di una Alfa 166 grigia, modello identico all'auto di Leo, come gli inquirenti verificano da lì a poco.
I militari al comando del tenente Simone Clemente, anche grazie alle testimonianze dei clienti, sono riusciti a chiudere presto e bene il caso. Leo è stato trovato nei pressi della propria abitazione, nel quartiere San Lorenzo, alla periferia della città, intorno alle 22 e 15, mentre tentava di scappare a bordo di una Lancia Y (di proprietà di Caiulo) a fari spenti. L'Alfa era parcheggiata nei pressi con uno pneumatico completamente a terra. In casa dell'indagato i militari hanno trovato delle cartucce calibro 12, identiche a quelle usate per mettere a segno l'agguato. Nella casa di campagna di Caiulo, erano le 23 e 30 circa, è stata invece ritrovata l'arma del delitto, un fucile dalla matricola abrasa rubato dieci anni prima proprio a Francavilla. Nascosti in muretto, le cartucce esplose qualche attimo prima contro il titolare del bar. Indizi a sufficienza insomma, per l'arresto in flagranza di entrambi.
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