mercoledì 23 marzo 2011

LIBIA: VESCOVO TRIPOLI, CON GHEDDAFI C'ERA AMICIZIA,PERCHE'ORA LE BOMBE?

 

(ASCA) - Roma, 23 mar - Le bombe sulla Libia sono ''inutili'', ''una cosa assolutamente irragionevole'' che ''non serve a niente'', ''specialmente con questo Rais'' ''specialmente da parte dell'Italia''. Parola del vicario apostolico di Tripoli, mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, intervistato dal Corriere del Veneto, che si rammarica per la posizione italiana nei confronti del Colonnello: ''C'e' stata una lenta preparazione, si era arrivati a un rapporto che non dico bello, ma se non altro d'amicizia... Prima con lui ci firmi i patti d'amicizia e poi cosa fai? Bombardi. Ma cosa vuoi fare? Vuoi eliminare quello con cui hai firmato? Mi dici che lo fai perche' lui spara sui civili... Sara' anche vero, ma la soluzione della guerra e' assurda...''.
''L'Italia - ricorda ancora il presule - in questo rapporto era in prima linea e di punto in bianco cosa fa? Spazza via tutto''. Quanto alla sorte dei cittadini di Bengasi protagonisti della rivolta che stava venendo schiacciata con le armi dall'esercito del Colonnello: ''Si vorranno anche proteggere gli insorti, non dico di no, ma a me sembrava piu' logico provare con la via del dialogo'', ammette mons. Martinelli, ma ''l'Italia si doveva proporre come mediatore tra Gheddafi e chi protestava''.
Intervistato dall'agenzia vaticana Fides, lo stesso vicario di Tripoli ribadisce che ''non mi fanno paura le bombe, ma l'incapacita' di tentare un dialogo per trovare una soluzione pacifica''. ''Occorre - conclude il presule - raggiungere una tregua per fermare le violenze e le morti violente, poi cercare un dialogo tra le parti''.
asp/sam/rl

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