mercoledì 2 marzo 2011

Libia, Maroni: timori emergenza umanitaria, infiltrati al Qaeda

Photo



ROMA (Reuters) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha detto oggi che ciò che preoccupa
maggiormente della crisi nei paesi del nord Africa è l'emergenza umanitaria che riguarda oltre 100.000 persone e per la quale l'Italia ha deciso ieri sera una missione unilaterale di aiuto.




Il ministro ha aggiunto che al momento le coste della Libia non sono più pattugliate dalle forze italiane e ciò potrebbe presto far riprendere gli sbarchi di immigrati clandestini e che il nuovo eventuale governo del paese potrebbe diventare nemico dell'Occidente.



"Non ci sono più controlli sulle coste, i nostri uomini della Guardia di Finanza sono in ambasciata o stanno rientrando", ha spiegato Maroni alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Affari esteri alla Camera.



"I controlli sono azzerati. Al momento le partenze non riprendono perchè la situazione di crisi in quel paese non consente la ripresa delle attività criminose. E' fuori di dubbio che se la situazione dovesse cambiare potrebbe riprendere" l'immigrazione clandestina.



"Nessuno è in grado di sapere quando si risolverà" la situazione di stallo in Libia, ha aggiunto il ministro, sottolineando che il rischio è che "l'instabilità favorisca infiltrazioni del terrorismo internazionale".



"La mia preoccupazione è quella di avere un nuovo governo del paese molto più simile alla situazione in Afghanistan e Somalia rispetto ad un paese amico dell'Occidente".



"Mi auguro che la comunità internazionale dica la sua e possa proporre un modello di transizione, un modello di governo non ostile, anche se il rischio che avvenga il contrario c'è", ha detto ancora Maroni.



Il ministro ha aggiunto che l'attività di intelligence italiana ha evidenziato che organizzazioni legate ad al Qaeda stanno facendo proselitismo.

Nessun commento:

Posta un commento