Ignazio La Russa
Roma, 20-03-2011
Il ministero della Difesa potrebbe intervenire, se gli sarà richiesto, per trarre in salvo
l'equipaggio del rimorchiatore italiano trattenuto nel porto di Tripoli da uomini armati. A spiegarlo è stato il ministro Ignazio La Russa a In mezz'ora.
"Quello che sappiamo, perché la gestione non compete al ministero della Difesa, che questo rimorchiatore era al largo ed è rientrato probabilmente volontariamente per fare rifornimento. Gli è stato impedito di ripartire. Si tratta di una situazione delicata che la Farnesina e anche la capitaneria di porto stanno seguendo", ha ricordato.
"Noi ovviamente siamo pronti e a disposizione per un'opera di necessaria, se fosse così, evacuazione con ogni strumento possibile", ha assicurato. "Questo quando ci chiedessero l'intervento e se ne ravvisasse l'opportunità, cosa che non dipende direttamente o non solo dal ministero della Difesa", ha precisato.
La vicenda
L'equipaggio del rimorchiatore d'altura italiano è stato trattenuto nel porto di Tripoli da uomini armati: le persone a bordo sono otto italiani, due indiani e un ucraino. I fatti, secondo le scarne informazioni disponibili, si sarebbero verificati ieri pomeriggio, quando il rimorchiatore stava sbarcando a Tripoli dei lavoratori libici. Alcuni uomini armati, tra cui uno che si sarebbe qualificato come il comandante del porto, hanno fermato l'equipaggio, impedendo al rimorchiatore di ripartire. Gli italiani e gli altri si troverebbero ancora a bordo.
Il rimorchiatore è della società Augusta Offshore spa di Napoli, una società italiana, fondata nel 1986, specializzata nel servizio di assistenza alle piattaforme petrolifere e in attività di esplorazione e produzione. La sede principale è a Napoli, dove è distaccato il dipartimento commerciale e tecnico; inoltre, la società ha basi operative in Italia a Siracusa, in Egitto al Cairo, in Brasile a Rio De Janeiro e Macao.
"L'Italia non metterà caveat al proprio intervento"
"Non è intenzione dell'Italia mettere caveat al proprio intervento". "Vogliamo partecipare esattamente alla pari a quest'azione", ha insistito, "che è finalizzata - e deve rimanere tale - alla salvaguardia della popolazione libica".
Da ieri messi a disposizione otto aerei
L'Italia ha messo a disposizione della coalizione impegnata in Libia otto aerei. "Ieri sera intorno alle ore 23 abbiamo avuto una richiesta formale di aerei da altri Paesi. Dalle ore 23.59 abbiamo dato disponibilità di 8 aerei trasferendone il comando al comando della coalizione", ha detto. Si tratta di "quattro caccia" intercettori Eurofighter e "quattro Tornado" Ecr "del tipo in grado di neutralizzare i radar", ha spiegato. "E' possibile che si aggiungano altri assetti", ha aggiunto.
Nessun commento:
Posta un commento