Sono almeno 9.500 le persone di cui non si ha piu' traccia nella cittadina di Minamisanriku, a nord di Sendai, un numero di potenziali dispersi che rappresenta oltre la meta' della popolazione complessiva di 17.000 abitanti.
Improvvisata pista per elicotteri a Minamisanriku, Giappone
Tokyo, 12-03-2011
Dopo la notte tormentata da continue scosse di assestamento, che hanno tolto il poco sonno rimasto dopo il devastante sisma, il Giappone si e' svegliato oggi in un nuovo incubo fatto di cadaveri in spiaggia, treni spariti nel nulla e citta' intere cancellate dalla furia dello tsunami, con centinaia di morti accertati e migliaia di dispersi. Il bilancio provvisorio della polizia parla di oltre 620 vittime, che tuttavia secondo le ultime stime sono destinate a diventare almeno 1.800, mentre si moltiplicano i ritrovamenti di cadaveri e aumenta il numero di persone di cui si sono perse le tracce.
Una scena da film dell'orrore e' stata immortalata sulla spiaggia di Sendai, capoluogo della prefettura di Miyagi, il cui distretto costiero e' stato spazzato via da uno tsunami, dove sono stati allineati circa 300 cadaveri non ancora identificati. Le segnalazioni di persone che mancano all'appello dopo il sisma delle 14.46 di ieri, che secondo il conto ufficiale sono almeno 650, si moltiplicano senza sosta nelle aree piu' colpite: secondo l'ultimo allarme diffuso dalle autorita' della prefettura di Miyagi, sono almeno 9.500 le persone di cui non si ha piu' traccia nella cittadina di Minamisanriku, a nord di Sendai, un numero di potenziali dispersi che rappresenta oltre la meta' della popolazione complessiva di 17.000 abitanti.
Sembrano finiti nel nulla, dopo una giornata intera senza notizie, anche i quattro treni in servizio lungo la zona costiera delle prefetture di Miyagi e Iwate, probabilmente spazzati via dallo tsunami di oltre 10 metri seguito alla prima scossa: i convogli, appartenenti al gestore ferroviario Jr East, operavano sulle linee Ofunato, Senseki e Kesennuma, e ancora non ci sono informazioni sul numero di passeggeri che poteva trovarsi a bordo.
Lieto fine invece per l'altro mistero della giornata, una nave data per dispersa con un centinaio persone a bordo, dopo il passaggio di uno tsunami nella citta' di Ishinomaki: il battello, appartenente a una impresa di costruzione navale, e' stato ritrovato al largo della prefettura di Miyagi, e i suoi 81 passeggeri sono stati tutti tratti in salvo dagli elicotteri dell'esercito e della guardia costiera.
Per sostenere le attivita' di recupero il ministero della Difesa ha preparato la mobilitazione di circa 50.000 soldati, che saranno dislocati nelle zone dove il cataclisma ha colpito piu' duramente: il bilancio attuale registra complessivamente 300.000 evacuati, compresi gli 80.000 residenti nell'area dell'impianto nucleare Fukushima n.1, 3.400 edifici ridotti in macerie, 5,57 milioni di famiglie rimaste senza corrente elettrica e un milione senza acqua.
A Tokyo, secondo stime della polizia locale, almeno 120.000 persone non hanno potuto fare ritorno a casa nella notte di venerdi', a causa del blocco totale delle linee ferroviarie e degli ingorghi nelle strade.
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