Gianfranco Fini
Roma, 25-03-2011
"La più grande sciocchezza è quella di parlare di Padania. Che cosa tiene insieme, infatti, Ventimiglia con il Cadore se non l'essere italiani?". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, conversando con l'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, durante la presentazione del suo libro "L'Italia che vorrei".
Il presidente della Camera parla a lungo di federalismo. Infatti, nota come con il termine federalismo la Lega sia riuscita, in realtà, a far passare il concetto di "orgoglio per il proprio focolare".
Tornando dunque alla Padania, Fini ribadisce il concetto: "Ma quella è una pianura! Non un elemento di identità nazionale!".
"Non si può prescindere dall'autonomia dei giudici"
Fini ha poi parlato di giustizia. Non si può prescindere - ha detto - da una tripartizione dei poteri e dall'autonomia dell'ordinamento giudiziario. E per quanto riguarda i giovani l'encefalogramma della politica "è piatto".
"Presentismo"
La terza carica dello Stato ha quindi puntato il dito contro il male del 'presentismo', sottolineando che ormai "i verbi vengono declinati al presente, mai al futuro, e sempre in prima persona, non con il plurale". "In Italia - ha aggiunto - dobbiamo allargare le prospettive e cercare punti di confronto, non necessariamente antagonisti, per l'interesse generale".
"La differenza principale che individuo tra l'Italia che vorrei e quella che c'è - ha detto il leader di Fli - è che, nel Paese attuale, è praticamente impossibile trovare un elemento di condivisione tra le varie forze politiche. E quello che è successo per la vicenda della Libia ne è un'ulteriore conferma".
Secondo il presidente della Camera "il sistema è incapace di provare momenti di convergenza e questo sfibra il Paese". "C'è il 40% di italiani che, tra indecisi e non votanti, dice: "Basta". E questo è un campanello d'allarme inquietante".
Rivolte nel Maghreb
"Quello che sta avvenendo in queste ore avrà delle conseguenze anche per noi. Se lo scenario girerà in modo meno gradito, ci saranno conseguenze epocali".
Nessun commento:
Posta un commento