Via libera ad un'azione militare contro Gheddafi dal vertice di Parigi. L'attacco avverrà "nelle prossime ore".I Paesi che hanno partecipato al vertice di Parigi hanno deciso "di assicurare l'attuazione dell a risoluzione Onu". Lo ha affermato il presidente francese Gli aerei francesi - ha detto Sarkozy - attaccheranno anche i blindati di Muammar Gheddafi.
Nicolas Sarkozy
Parigi, 19-03-2011
Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato, dopo il vertice di Parigi tra Onu, Usa, Ue e Lega araba, il via libera all'attacco aereo contro le forze leali a Muammar Gheddafi a Bengasi. Le operazioni militari, ha annunciato il premier belga Yves Leterme, inizieranno nelle prossime ore.
I Paesi che hanno partecipato al vertice di Parigi hanno deciso "di assicurare l'attuazione della risoluzione Onu", ha affermato Sarkozy. "Insieme - ha aggiunto - abbiamo deciso di mettere in atto le richieste dell'Onu per porre fine alle violenze contro i civili in Libia e siamo tutti d'accordo ad usare tutti i mezzi possibili anche militari per mettere in atto le decisioni del consiglio".
"Nostri aerei preverranno tutti gli attacchi libici", ha spiegato. Tuttavia il capo dell'Eliseo, nel discorso dopo il summit, ha lasciato una porta aperta per il colonnello. Per Gheddafi, ha detto, c'è ancora tempo di evitare il peggio conformandosi a tutte le esigenze della comunità internazionale e mettendo in atto "senza ritardi e senza riserve" la risoluzione dell'Onu.
Ma un intervento militare contro il regime sembra ormai inevitabile. "In assenza di un cessate il fuoco immediato, ricorreremo alla forza, perché la nostra determinazione e totale", ha spiegato Sarkozy. Le forze aeree francesi, ha aggiunto, "si opporranno a tutte le aggressioni degli aerei di Ghaddafi contro i civili di Bengasi". Ma oltre i Rafale, ha detto il presidente francese, "altri aerei sono pronti a intervenire contro i blindati che minacciano i civili".
Cameron: Gheddafi ha voluto questo
Muammar Gheddafi, gli ha fatto eco il premier britannico David Cameron, "ha rotto il cessate il fuoco e questo rende urgente l'adozione di misure che evitino che il numero dei morti tra la popolazione civile possa crescere. E' il colonnello Gheddafi che ha voluto tutto questo. Ha mentito alla comunità internazionale, ha promesso un cessate il fuoco e - ha detto Cameron ai giornalisti - ha continuato a brutalizzare il suo stesso popolo. E' giunto dunque il momento di agire, in maniera urgente, per mettere in atto le decisioni delle Nazioni Unite. Non possiamo più permettere - ha concluso Cameron - il massacro dei civili".
Merkel: la Germania non partecipa
Resta invariata la posizione della Germania. Il cancelliere Angela Merkel ha confermato che "le potenze mondiali, concordemente, ritengono che la violenza in Libia debba cessare, ma, tuttavia - ha precisato - non prenderemo parte ad azioni militari.
Napolitano plaude all'intesa. Berlusconi: per ora basi ma se serve, raid
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato informato telefonicamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dell'andamento e dell'esito della riunione di Parigi. Il Capo dello Stato si è compiaciuto dell'importante intesa raggiunta, per il contributo dato e per l'impegno assunto dall'Italia. Intanto, il premier, Silvio Berlusconi precisa: per ora l'Italia darà le sue basi ma se necessario parteciperà ai raid. Berlusconi ha anche aggiunto che nessun missile libico può raggiungere l'Italia e che Napoli potrebbe diventare la sede di coordinamento delle operazioni.
Van Rumpuy: non possiamo più stare fermi
"Non possiamo più assistere ai massacri in Libia restando con le braccia conserte": lo ha detto il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, dopo la conclusione del vertice di Parigi. "Il tempo stringe, e la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu va attuata al più resto. Bisogna agire ora per proteggere la popolazione".
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