Bruxelles, 28-02-2011
Mentre a Ginevra è in corso un summit internazionale a livello dei ministri degli Esteri Onu, l'Unione europea vara un embargo sulle armi dirette alla Libia, oltre al congelamento dei beni e il blocco dei visti contro il leader libico Muammar Gheddafi e 25 funzionari del suo entourage.
"L'Italia è pronta a sostenere corridoi umanitari, per aiutare la gente in difficolta', con forniture di aiuti alimentari e sanitari", ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, in una conferenza stampa al termine della riunione con i colleghi del 'Quint' (Italia,
Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna) durante la quale si e' discusso di come "implementare e coordinare le sanzioni Onu e quelle europee nei confronti del regime libico". "Vogliamo aiutare e sostenere il popolo libico che ha tanto sofferto la violenza del regime", ha aggiunto Frattini, annunciando che l'Italia potrebbe inviare "aerei italiani con la Croce Rossa a Bengasi e Misurata"
In Libia, i rivoltosi sembrano iniziare a muoversi verso la zona occidentale del Paese per unirsi alle forze di opposizione presenti nei pressi di Tripoli e lanciare l'assalto alla capitale. Secondo Debka, sito vicino ai servizi segreti israeliani, consiglieri militari Usa e europei sarebbero già in Cirenaica per aiutare i ribelli.
Dall'Aia nel frattanto, il procuratore della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha annunciato l'apertura di un esame preliminare sulle violenze in Libia, che potrebbe condurre a un'eventuale inchiesta su Muammar Gheddafi per crimini
contro l'umanità. L'ufficio del procuratore esamina al momento le accuse di attacchi su larga scala condotti contro la popolazione civile".
In Libia, stando a quanto riferisce il nuovo governo ad interim di Bengasi, i rivoltosi starebbero iniziando ad unire le loro forze e a cercare di convogliare le loro forze verso Bengasi. Il principale ostacolo per la marcia su Tripoli appare Sirte, città
natale del leader libico Muammar Gheddafi, controllata dai miliziani fedeli al regime che hanno creato posti di blocco all'ingresso del centro abitato. "E' diventata una roccaforte per Gheddafi più della capitale - ha detto un membro dell'opposizione
di Bengasi".
Mentre a Ginevra è in corso un summit internazionale a livello dei ministri degli Esteri Onu, l'Unione europea vara un embargo sulle armi dirette alla Libia, oltre al congelamento dei beni e il blocco dei visti contro il leader libico Muammar Gheddafi e 25 funzionari del suo entourage.
"L'Italia è pronta a sostenere corridoi umanitari, per aiutare la gente in difficolta', con forniture di aiuti alimentari e sanitari", ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, in una conferenza stampa al termine della riunione con i colleghi del 'Quint' (Italia,
Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna) durante la quale si e' discusso di come "implementare e coordinare le sanzioni Onu e quelle europee nei confronti del regime libico". "Vogliamo aiutare e sostenere il popolo libico che ha tanto sofferto la violenza del regime", ha aggiunto Frattini, annunciando che l'Italia potrebbe inviare "aerei italiani con la Croce Rossa a Bengasi e Misurata"
In Libia, i rivoltosi sembrano iniziare a muoversi verso la zona occidentale del Paese per unirsi alle forze di opposizione presenti nei pressi di Tripoli e lanciare l'assalto alla capitale. Secondo Debka, sito vicino ai servizi segreti israeliani, consiglieri militari Usa e europei sarebbero già in Cirenaica per aiutare i ribelli.
Dall'Aia nel frattanto, il procuratore della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha annunciato l'apertura di un esame preliminare sulle violenze in Libia, che potrebbe condurre a un'eventuale inchiesta su Muammar Gheddafi per crimini
contro l'umanità. L'ufficio del procuratore esamina al momento le accuse di attacchi su larga scala condotti contro la popolazione civile".
In Libia, stando a quanto riferisce il nuovo governo ad interim di Bengasi, i rivoltosi starebbero iniziando ad unire le loro forze e a cercare di convogliare le loro forze verso Bengasi. Il principale ostacolo per la marcia su Tripoli appare Sirte, città
natale del leader libico Muammar Gheddafi, controllata dai miliziani fedeli al regime che hanno creato posti di blocco all'ingresso del centro abitato. "E' diventata una roccaforte per Gheddafi più della capitale - ha detto un membro dell'opposizione
di Bengasi".