TRIPOLI (Reuters) - Il leader libico Muammar Gheddafi ha detto oggi ai suoi sostenitori, riuniti in Piazza Verde a Tripoli, che aprirà gli arsenali "quando necessario" per armare il popolo della Libia contro il "nemico", e promettendo la vittoria ha ricordato il trionfo sull'Italia.
Intanto però nella stessa capitale, ha riferito un abitante a Reuters, alcune aree sono sotto il controllo degli oppositori, mentre altri quartieri, principalmente attorno a Bab al-Azizia, restano nelle mani dell'esercito e dei sostenitori di Gheddafi.
Nel corso di manifestazioni contro il leader, al potere da 41 anni, i soldati hanno ucciso almeno cinque persone, riferiscono testimoni.
E mentre le forze di sicurezza sono state schierate lungo la via collega Tripoli e l'aeroporto militare di Mitiga, tre cittadine a ovest della capitale sono cadute nelle mani degli insorti, ha riferito un residente. A est, invece, gli insorti ora controllano anche la cittadina e il terminal petrolifero di Brega. Ed è fallito il tentativo delle forze fedeli a Gheddafi di riprendere Zawiyah, località costiera a 50 km da Tripli, hanno detto testimoni.
Esercito e polizia nella città orientale di Adjabiya hanno detto alla tv al Jazeera di esser passati con gli oppositori. Altri riferiscono che anche la terza città, Misurata, 200 chilometri a est di Tripoli, è sotto il controllo dei ribelli.
Negli scontri a Tripoli risultano essere morte almeno due persone, secondo quanto riferito da varie tv locali.
Il vice-ambasciatore libico presso le Nazioni Unite, passato all'opposizione, ha detto che il paese nordafricano bloccherà presto l'esportazione di petrolio per ragioni di sicurezza, anche se l'industria non sarà danneggiata, e ha invitato il Consiglio di Sicurezza a varare sanzioni contro il regime di Gheddafi. La settimana prossima dovrebbe arrivare anche l'ok da parte dell'Ue ad una serie di sanzioni contro il paese.
Intanto prosegue il rimpatrio degli stranieri dalla Libia. L'Italia ha già evacuato 1.100 persone, e la Farnesina ha reso noto che le "decine" di connazionali che restano saranno portati via entro 48 ore.