Roma, 24-02-2011
Il bidello disabile e' meglio non partecipi all'inaugurazione della scuola, alla presenza del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli. La preside fa cosi' chiedere alla madre del bidello, 43 anni, che lo tenga a casa.
L'episodio e' accaduto nel mese di ottobre, all'istituto (elementari e medie) Lido di Camaiore, ma la signora Annarosa racconta oggi, tra le lacrime, la storia del figlio perche' a quell'episodio, che lei definisce 'vessatorio', ne sarebbero seguiti altri.
"Mai dato un ordine del genere - replica la dirigente dell'istituto Filomena La Pietra -, ne' tantomeno sottoposto a vessazioni di qualsiasi genere il dipendente. Ci sono questioni poste all'attenzione dei sindacati di categoria, in questo momento non posso comunque dire altro per motivi di riservatezza".
La preside, racconta la signora Annarosa, dopo l'episodio dell'inaugurazione "ha chiesto per lui, senza motivo, una visita di idoneita'. E quando la commissione l'ha definito, all'unanimita', idoneo per quella mansione, ne ha chiesta un'altra ma questa volta a Roma, presso il ministero della Difesa".
Alla donna e' arrivata in serata "la solidarieta' e il rispetto" del ministro Matteoli per il quale, quanto raccontato, "se confermato ed acclarato, e' gravissimo e sconcertante. Se avessi saputo della discriminazione che si stava perpetrando, mi sarei rifiutato di partecipare all'inaugurazione della scuola".
Il bidello, assunto nel '98 in virtu' della legge 104 per le categorie protette (invalidi civili), lavora da oltre dieci anni nella scuola Lido di Camaiore. "Da giorni lui si preparava per quella cerimonia - racconta la signora Annarosa che ora ha messo tutte le carte della vicenda nelle mani di un avvocato -, aveva pulito e aiutato gli altri ad allestire l'istituto. Ci teneva tanto, per lui era una festa. Ma il giorno prima, mi ha chiamato il vicepreside, dicendomi che sarebbe stato meglio per mio figlio stare a casa perche' loro non potevano seguirlo. Non ho capito e non capisco tuttora cosa significasse quella parola, 'seguirlo': mio figlio non ha bisogno di essere seguito. Prende due autobus per andare al lavoro, e' educato, buono, disponibile. L'ho tenuto a casa con il pianto nel cuore, raccontandogli una frottola per non dirgli la cruda, cattiva verita' di quell'esclusione".
Ma la vicenda non finisce li'. "Dopo poche settimane la preside, gia' sollevata in passato tre volte dall'incarico in tre scuole diverse - racconta la signora Annarosa -, ha chiesto che mio figlio fosse sottoposto ad una visita per l'idoneita'. La commissione, a Lucca, l'ha definito perfettamente idoneo, all'unanimita'. Ma a questa dirigente non e' bastato: ha fatto ricorso e chiesto una visita a Roma che faremo il 10 marzo. Una visita che implica spese e disagi. Mio figlio non ha mai dato problemi. Certo, e' un po' piu' lento, ma e' una persona piena di buona volonta'. Negli anni in cui c'era un altro preside in quella scuola, che lo trattava bene, era gentile e lo rispettava, le sue condizioni sono migliorate molto, ha fatto grandi passi avanti".
L'ex preside della scuola di Lido di Camaiore, Emanuele Caldarera, si dice sorpreso e amareggiato. "Mi sembra che certe persone si dimostrino prive di un minimo senso di umanita'. Io ho lavorato con lui per 6 anni: certo, e' un invalido, non e' in grado di svolgere alcuni compiti ma quello che gli si chiede di fare lo fa, senza problemi". Della vicenda si sta occupando anche l'assessore alla protezione civile della Provincia di Lucca, Emiliano Favilla. "Un bidello assunto nelle categorie protette deve stare a casa su ordine della preside quando arriva il ministro. Questo e' un atteggiamento disumano - commenta Favilla -. Quella preside, che e' stata sollevata dagli incarichi in diverse scuole in seguito a clamorose proteste dei genitori, ha colpito ancora!".